Killswitch Engage – Recensione: Atonement

Ottavo capitolo per una della band più influenti della scena metalcore, nuova frustata per chi attendeva il ritorno dei Killswitch Engage. “Atonement” è decisamente efficace sin dalle primissime note, dove i nostri scelgono la forza bruta per aprire le danze di un disco che nasconde più di una gemma e di una sorpresa.

“Unleashed” picchia come un’ossessa nelle orecchie di chi ascolta, rotonda ed aggressiva così come il mid-tempo “Us Against The World”, canzone intensa e drammatica nello scegliere una pasta melodica in netto contrasto con le chitarre graffianti della band americana.

Ottima nel terzetto di partenza “The Signal Fire”, con atmosfere ancor più battagliere. Una canzone dall’anima brutale, ma che nel chorus sfrutta al 100% le rinnovate corde vocali di Jesse Leach (due anni fa circa per lui una operazione per eliminare un nodulo alle corde vocali): passione melodica a servizio di una struttura programmata per esplodere nei prossimi live della band. Sicuramente tra le più efficaci del lotto proposto dagli americani. Bella l’incursione di Howard Jones nel duello tra le due voci (ex quella di Jones) dei Killswitch Engage.

Come al solito la struttura delle chitarre tessute da Adam Dutkiewicz e Joel Stroetzel non si sposta da un millimetro dalla strada “standard” dei K.E. , ma come al solito il modo e l’impatto sono sempre quel “qualcosa in più” per trasformare la canzone in qualcosa di vincente come in “I Am Broken Too” che lascia quasi senza fiato per la capacità di unire “silk & steel” (Per un attimo, brevissimo ma intenso, si possono percepire influenze Nevermore) in una sorta di power ballad metalcore.

Quando i nostri provano qualcosa di leggermente diverso (qualche influenza Pantera / Southern nel riff di “Know Your Enemy”), convincono e restano fedeli a loro stessi. Della stessa pasta “Ravenous” che cerca la linea melodica obliqua, accoppiata ad una struttura incalzante e con reminiscenze death metal. Capolavoro dell’album l’ultra melodica “I Can Be The Only One”, con lo splendido lavoro della band a servizio di un Leach ispirato e commovente nel chorus. Un soffio, una piuma che viene subito spazzato via con la conclusiva “Bite The Hand That Feed” e la sua violenta ritmica spezzata.

Come per il recentissimo ritorno discografico degli Slipknot, anche la nuova fatica dei Killswitch Engage non è la loro opera migliore nè quella più completa, ma un buonissimo disco che raccoglie le ultime esperienze degli americani.

Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 2019

Tracklist: 1. Unleashed 2. The Signal Fire 3. Us Against the World 4. The Crownless King 5. I Am Broken Too 6. As Sure as the Sun Will Rise 7. Know Your Enemy 8. Take Control 9. Ravenous 10. I Can't Be the Only One 11. Bite the Hand That Feeds

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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