Katatonia – Recensione: The Fall Of Hearts

E’ inutile soffermarsi troppo su quello che è stato il percorso evolutivo dei Katatonia. La band svedese ha attraversato venticinque anni di musica passando dai risvolti decisamente estremi degli esordi a un caratteristico rock/metal malinconico e oscuro, seminando sempre piccole diversioni lungo il percorso. Il nuovo album “The Fall Of Hearts” ricalca in pieno l’essenza di questa band a suo modo unica che tuttavia, non rinuncia al tempo stesso a compiere un altro piccolo passo in avanti.

L’esperienza unplugged vissuta di recente dal gruppo (raccolta nel live “Sanctitude”), ma anche lo stesso album “Dethroned & Uncrowned”, che di fatto era una rivisitazione acustica dell’ottimo “Dead End Kings”, sembrano aver lasciato il segno. All’ascolto di “The Fall Of Hearts” notiamo infatti come l’utilizzo di soluzioni in chiave acustica sia presente in modo ampio e diluito all’interno del disco in abbondanza ma senza prevaricazioni.

Il bello di questo album è proprio la varietà, il cambio di intenzione costante percepibile in ciascun pezzo. A parte la malinconica “Decima”, in effetti unica ballad a tutto tondo, il platter non alterna tanto episodi heavy ed altri melodici, piuttosto fa registrare continue variazioni in ciascun capitolo. Eppure tutto fila liscia come l’olio, non ci sono eccessi di alcun tipo. E’ chiaro che a un risultato simile ci si può arrivare solo con fatica ed esperienza, cosa che ai Katatonia di certo non manca.

L’estro della chitarra di Anders Nyström detta le regole già nella magnifica accoppiata iniziale composta da “Takeover” e “Serein”, brani cangianti permeati da sensazioni di tristezza ma non di resa, dove si alternano preziosismi metallici in chiave prog e melodie notturne che contemplano anche l’uso dei synth e del vocoder, a creare quell’effetto seventies vagamente floydiano tanto caro a illustri colleghi come gli Anathema.

La voce di Jonas Renkse è più che mai sobria e rigorosa, mentre i nuovi innesti, ovvero Daniel “Mojjo” Moilanen alla batteria e Roger Ojersson alla chitarra mostrano la preparazione necessaria a un disco che vive di tensioni in crescendo. Certo non mancano pezzi introspettivi e di presa maggiore come “Old Hearts Fall” o la bella “Shifts”, ma quando i Katatonia si dedicano al loro mai nascosto amore per i seventies, lo fanno con un approccio personale e di ricerca.

Le note di piano che costellano un pezzo comunque molto heavy come “Last Song Before The Fade”, gli innesti sinfonici di “The Night Subscriber” e ancora i mille volti di “Passer”, sono tra i momenti migliori, ma certo non gli unici, del nuovo sigillo degli svedesi.

Katatonia - the fall of hearts

 

Voto recensore
8
Etichetta: Peaceville Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Takeover 02. Serein 03. Old Heart Falls 04. Decima 05. Sanction 06. Residual 07. Serac 08. Last Song Before The Fade 09. Shifts 10. The Night Subscriber 11. Pale Flag 12. Passer
Sito Web: http://katatonia.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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