Katatonia – Recensione: City Burials

Con il passare degli anni, abbiamo imparato a conoscere i Katatonia. Abbiamo imparato a comprendere la loro evoluzione, la loro maturazione, oserei dire. La band svedese ci ha dimostrato, con il loro album “The Fall Of Hearts”, pubblicato nell’ormai lontano 2016, come sia possibile mutare il proprio sound passando da quello che era un Death Doom old school ad un profondo ed introspettivo Progressive. “City Burials” sembra percorrere a testa alta la strada tracciata dal suo predecessore, applicando però alcune modifiche al sound rendendolo più fresco e, a volte, aggressivo.

Heart Set To Divide” è un’opener molto simile a quella che trovavamo nel precedente album, “Takeover”. Si tratta infatti della traccia più lunga di “City Burials”, una traccia dalle molteplici facce. La voce soave di Jonas Renksee infonde cupezza e allo stesso tempo tranquillità, accompagnata da riff lenti e ipnotici. Il brano cambia improvvisamente volto, sfoderando massicci passaggi progressivi e chitarre sferzanti. A seguire troviamo “Behind The Blood”, dall’animo energico e dinamico, molto simile alla più vecchia “Passer”. È la volta di “Lacquer”. I Katatonia rivelarono ai fan questo brano come primo singolo, accompagnato dalla copertina dell’album nel mese di gennaio. Lento, oscuro, drammatico. E così anche il suo testo. Pare quasi che questo sound sia il vero cavallo di battaglia della band. È davvero incredibile infatti come i nostri siano capaci di creare scenari così abissali, trasportando l’ascoltatore negli angoli più remoti della propria anima. Luoghi tenebrosi e inquietanti, sì, ma capaci di instillare una placidità unica. “Lacquer” è una vera perla all’interno dell’album. Molto particolare è anche “The Winter Of Our Passing”. Il brano in questione è caratterizzato da un sound più moderno e giovanile. Una bella sorpresa dunque, anche perché sembra funzionare alla grande, rivelandosi una piacevole ventata di “spensieratezza”, seppur mantenendo tematiche poco gioiose, prima della più rilassata “Vanisher”. Una ballad passionale ed elegante in cui vediamo la presenza della meravigliosa voce di Anni Bernhard, aka Full Of Keys. Numerosi elementi progressivi si fondono alla perfezione sia con le atmosfere malinconiche che con le chitarre impetuose dando vita a brani di ottimo livello ed eccellenti eredi del precedente e già citato album. “City Burials” si conclude con “Untrodden”, molto complessa e contraddistinta da un assolo parecchio fascinoso.

Che altro dire, dunque, di questa undicesima fatica… I Katatonia hanno dimostrato ancora una volta di essere tra le band più valide nel panorama Progressive scandinavo e, azzarderei, mondiale. “City Burials” è un ottimo album, ogni suo brano possiede un proprio carattere e nella sua interezza scorre in modo più che piacevole. È sempre bello essere guidati in quegli abissi desolati di cui solo i Katatonia possono essere i padroni, per un incontro sempre più intimo con la propria persona.

Etichetta: Peaceville Records

Anno: 2020

Tracklist: 01. Heart Set To Divide 02. Behind The Blood 03. Lacquer 04. Rein 05. The Winter Of Our Passing 06. Vanishers 07. City Glaciers 08. Flicker 09. Lachesis 10. Neon Epitaph 11. Untrodden

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