Kataklysm – Recensione: Meditations

Puntualissimo, a quasi tre anni dal precedente “Of Ghosts And Gods”, arriva il nuovo lavoro in studio dei Kataklysm. La band di Maurizio Iacono ha ormai da qualche disco virato su uno stile leggermente più melodico e questo “Meditations” conferma in linea di massima questa tendenza.

Canzoni come “Guillotine” e “Outsider” sono ottimi esempi di quell’ibridazione tra violenza, groove e melodia che è probabilmente la caratteristica maggiormente riconoscibile ascrivibile ai Kataklysm.

In questi brani, come nei successivi “The Last Breath I’ll Take Is Yours”, si aggressiva, ma anche oscura e melodica, o la super groovy “Narcissist”, la struttura è quella molto semplificata e immediata dell’extreme metal un po’ di maniera, dal quale evidentemente la band fatica ad emanciparsi (e probabilmente nemmeno ne ha l’intenzione).

Con “Born To Kill And Destined To Die” fa la sua comparsa il classico riffing thrash, da sempre immancabile come corollario nelle scelte compositive della band. Così come “In Limbic Resonance” mette in luce qualche influenza accostabile al black metal di stampo swedish, altra influenza che a tratti emerge nello stile del gruppo. Anche qui però tocca sottolineare come la resa sia in parte sicuramente piacevole, ma allo stesso tempo si tratta di canzoni che da subito risultano fin troppo “familiari”, denotando quella che è una cronica mancanza di fantasia nell’interpretare certi schemi.

Il fulcro del ragionamento è forse un po’ questo. I Kataklysm sono e rimangano una band importante, con quasi trent’anni di carriera alle spalle e una reputazione meritatissima, ma nel tempo hanno evoluto il proprio stile in qualcosa si di diverso, ma paradossalmente meno personale, inserendo elementi e strutture già abusate altrove.

Se non fosse per la voce riconoscibile di Iacono e per qualche accenno al vecchio hyperblast-metal che emerge in alcuni passaggi, soprattutto nelle prime tracce , canzoni come “And Then I Saw Blood”, “What Doesn’t Break Doesn’t Heal” o “Achilles Heel” sono normalissimi esempi di melodic extreme metal, sovrapponibili a mille altri usciti in questi anni. I bei tempi di album solidi come “Shadows And Dust” o “In The Arms Of Devastation” sono purtroppo lontani.

Voto recensore
6
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2018

Tracklist: 01. Guillotine 02. Outsider 03. The Last Breath I’ll Take Is Yours 04. Narcissist 05. Born To Kill And Destined To Die 06. In Limbic Resonance 07. And Then I Saw Blood 08. What Doesn’t Break Doesn’t Heal 09. Bend The Arc, Cut The Cord 10. Achilles Heel

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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