Kari Rueslatten – Recensione: To The North

“To The North” è il titolo scelto da Kari Rueslåtten per il suo nuovo studio album. A solo un anno da “Time To Tell”, l’indimenticata musa de The 3rd And The Mortal torna con il sesto capitolo di una carriera solista che molto successo riscuote in madrepatria. La vocalist ha esplorato numerose sonorità nel corso del tempo, dal folk acustico degli esordi si è in seguito rivolta a uno stile sperimentale ed elettronico a tributare la sua ammirazione per Björk e Tori Amos (citiamo l’album “Pilot” del 2002) per poi tornare alle proprie origini con “Other People’s Stories” del 2005 (album che tuttavia non perdeva il feeling più moderno) e soprattutto con “Time To Tell” (2014).

“To The North” segue la tendenza appena descritta e abbraccia eterei suoni acustici e silvani visti in un’ottica personale. Non mancano infatti contaminazioni elettroniche, ma queste fungono da sfumature e sono diluite durante l’ascolto. Un album chiaramente non metal questo “To The North”, ma che potrà essere apprezzato in forza del suo carico emozionale. Profonda malinconia, ma anche ammirazione della bellezza della natura, sono le sensazioni suggerite dal disco fin dai primi ascolti. E’ inutile specificare come la voce eterea di Kari sia l’assoluta protagonista.

Il pianoforte e la voce sono il focus dell’opener “Battle Forevermore”, un brano notturno e di grande dolcezza che l’artista norvegese interpreta con trasporto. Semplice ma toccante, il pezzo raggiunge il suo climax con l’intervento successivo delle percussioni e delle sovrapposizioni vocali, che ne accentuano i toni crepuscolari. Tra i momenti più rappresentativi vogliamo segnalare “Three Roses In My Hands”, episodio suggestivo e intrigante dove le seduzioni dream pop ò la Dead Can Dance sposano parti di flauto e chitarra acustica e subito la successiva “Dance With The King”, canzone semplice ma orecchiabile e particolarmente ariosa.

In “Letting Go” qualcosa cambia e fa di nuovo capolino la Kari di “Pilot”. La chitarra elettrica è in primo piano, accompagnata dalle percussioni e da suoni d’ambiente ben diluiti. La voce è severa, il brano suggerisce sensazioni drammatiche. In coda, prima che la suggestiva tiltetrack chiuda l’ascolto, citiamo l’ottima rilettura di “Turn, Turn, Turn”, canzone della storica psychedelic band The Byrds vista dalla cantante con personalità e trasformata in un brano severo dai toni crepuscolari.

“To The North” è un delicato e malinconico acquerello autunnale, veicolo delle emozioni e dei sentimenti che popolano le storie narrate da Kari.

Voto recensore
7
Etichetta: Despotz Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Battle Forevermore
02. Mary’s Song
03. What We Have Lost
04. Three Roses In My Hands
05. Dance With The King
06. Letting Go
07. Arrow In My Heart
08. Turn, Turn, Turn
09. To The North


Sito Web: http://www.karirueslatten.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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