Kansas – Recensione: Point Of Know Return

A metà strada fra la fantasia del prog e le tentazioni d’alta classifica dell’AOR che prendeva forma in quegli anni, i Kansas si trovavano dopo il capolavoro “Leftoverture” a metà tra la soddisfazione per un successo commerciale che si stava finalmente materializzando e il timore che la vena creativa di Kerry Livgren si esaurisse e non fosse in grado di dare seguito all’exploit. Rispetto a quest’ultima preoccupazione, l’affiancamento a Livgren, in fase di scrittura, di un motivato Steve Walsh ha fatto sì che pure “Point Of Know Return” centrasse il bersaglio e rientri, ancor oggi, di diritto tra i classici partoriti dalla band di Topeka. Prodotto da Jeff Glixman, l’album sostuisce alla fluidità e al graduale dipanarsi del predecessore un’attenzione maggiore alla forma- canzone, che trova sintesi nel megahit “Dust In The Wind”.

Ma sarebbe sbagliato concentrarsi su un pezzo che rimane probabilmente – assieme a “Carry On Wayward Son” – il più famoso dei Kansas e non riascoltare nella sua completezza un album che non ha nessun cedimento dall’inizio alla fine, alternando in maniera perfetta le asperità del rock (“Lightning’s Hand”, “Sparks Of The Tempest”) alla dolcezza del prog più romantico e accessibile (accanto a “Dust On The Wind”, la splendida conclusione affidata a “Hopelessly Human”). Fondamentale nelle sonorità della band il violino di Robby Steinhardt, parte integrante e mai orpello, assolutamente organico nel crescendo di un pezzo come “Paradox”. E se la title track può sembrare superficiale, il mistero che ammanta “Portrait (He Knew)” – ispirata alla figura di Albert Einstein anche se negli anni si sono susseguite svariate ipotesi alternative – è rivelatore delle profondità che i Kansas sanno scandagliare pur con un approccio in apparenza leggero e spesso solare. In mezzo ad alcuni pezzi diretti e più rockeggianti, vale la pena menzionare i cambiamenti di atmosfere e colori nel pomp rock di “Closet Chronicles”, con Walsh in stato di grazia, e le tinte oniriche di “Nobody’s Home”, che completano un quadro ancora vivido e pulsante.

Kansas_PointOfKnowReturn

Voto recensore
n.d.
Etichetta: Epic Records

Anno: 1977

Tracklist: 01. Point Of Know Return 02. Paradox 03. The Spider 04. Portrait (He Knew) 05. Closet Chronicles 06. Lightning's Hand 07. Dust In The Wind 08. Sparks Of The Tempest 09. Nobody's Home 10. Hopelessly Human
Sito Web: http://www.kansasband.com/

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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