Kampfar – Recensione: Ofidians Manifest

Curioso doversi arrendere all’evidenza, e concludere che la luce  maligna dei Kampfar abbia iniziato ad affievolirsi in seguito all’abbandono di Thomas Andreassen, cognato del cantante e (co)fondatore Dolk, musicista di estrazione classica e fervente cristiano, segno che anche gli dei della mitologia norrena non difettano in ironia. Pur avendo il sapore di una reunion (il gruppo aveva sospeso le attività nel 2017 e si è ritrovato solo agli inizi del 2018), “Ofidians Manifest“, ottava fatica per la band capitanata da Per Joar Spydevold e terzo lavoro pubblicato per Indie Recordings, non offre particolari spunti di riflessione, ne si distingue per un reale avanzamento stilistico. La band ormai pare ormai aver trovato un rassicurante alveo musicale in cui rifugiarsi e con cui accontentare i propri fan: ci sono assalti black metal di buona fattura (l’opening track “Syndefall“, la trascinante “Skamlos!”, ), inni viking (il singolo “Ophidian“, l’incedere affascinante ed austero che nobilita la prima parte di “Eremitt“, l’inquieto coro che sostiene “Natt“) e concessioni più marcate alla melodia come “Dominans“, ingentilita (se così si può dire) dalla voce di Agnete Kjølsrud, in un esperimento che ricorda “Mariner” dei Cult of Luna con Julie Christmas.

Come avrete intuito, le canzoni non sono quindi il punto debole del disco, perché queste possono vantare una scrittura solida, ormai saldamente nelle mani del chitarrista Ole. Il problema semmai è la mancanza di originalità negli arrangiamenti, la scelta di soluzioni dozzinali (che caduta di stile il coro vichingo che spezza “Eremitt“!) e, in definitiva, esecuzioni anonime o incapaci di far risaltare i suoni con la necessaria aggressività, come se, dopo venticinque anni di onorata attività, l’entusiasmo dei Kampfar si fosse trovato ora con il fiato corto. A questa malinconica sensazione sfugge sorprendentemente l’epilogo “Det Sorte“, magico (e fragile, dato il tema della canzone) equilibrio tra melodie ed aggressività black, che sfuma in una toccante coda orchestrale. Troppo poco, forse, per convincere del tutto l’ascoltatore, ma, se non altro, una speranza per le prossime pubblicazioni.

Voto recensore
6
Etichetta: Indie Recordings

Anno: 2019

Tracklist: 01 Syndefall 02 Ophidian 03 Dominans 04 Natt 05 Eremitt 06 Skamløs! 07 Det Sorte
Sito Web: http://www.kampfar.com/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login