Kalmah – Recensione: Palo

I Kalmah non sono certo mai stati dei campioni d’originalità, dal momento che fin dal loro esordio “Swamplord”, uscito nell’ormai lontano 2000, hanno astutamente agganciato il treno della commistione fra power e metal estremo, all’epoca lanciato a folle corsa dai connazionali Children Of Bodom. Ora però che i tempi sono maturi e il melodic death metal di matrice finnica non fa più così tendenza, leggiamo la proposta della band sotto un’altra ottica, se vogliamo pure con più simpatia. I cinque anni di attesa passati dal precedente album “Seventh Swamphony” fanno poi il resto nel consegnarci un disco ragionato e di buona fattura come il presente “Palo”.

L’ensemble guidato dai fratelli Kokko si destreggia infatti con maestria fra esplosioni di violenza, momenti cupi e melodie di grande presa cesellate con cura. La opener, nonché singolo apripista, “Blood Ran Cold” ci accoglie nel migliore dei modi, con il suo incedere epico, i suoi riff di chitarra immediati e vincenti e il fondamentale apporto delle tastiere di Veli-Matti Kanen sullo sfondo. “The Evil Kin”, “The World Of Rage” e “Into The Black Marsh” si mantengono sempre efficacemente in bilico fra potenza e melodia, l’approccio quasi da pop raffinato di “Take Me Away” è invece una piacevole sorpresa, utile per spezzare la possibile monotonia esattamente a metà dell’opera. Nella seconda parte del platter dobbiamo quindi ammettere che un po’ di stanchezza si sente, ma nulla di così grave da compromettere la generale riuscita del lavoro.

Se allora negli anni 2000 potevamo parlare di emulazione dei gruppi in voga e di occhio strizzato al mainstream commentando la carriera dei Kalmah, ora vediamo i cinque finlandesi più che altro come onesti operai votati all’underground e all’effetto nostalgia. La mossa sarà magari ancora una volta furba, ma a nostro parere connotata da una maggior genuinità. Quando poi si è in giro da quasi 20 anni e si è in grado di presentare un album pregevole come “Palo”, i nostri qualche complimento possono anche meritarselo!

Voto recensore
7
Etichetta: Spinefarm Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Blood Ran Cold 02. The Evil Kin 03. The World Of Rage 04. Into The Black Marsh 05. Take Me Away 06. Paystreak 07. Waiting In The Wings 08. Through The Shallow Waters 09. Erase And Diverge 10. The Stalker
Sito Web: http://www.kalmah.com

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