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Transatlantic – Recensione: Kaleidoscope

Quarto album ufficiale per Morse, Portnoy, Trewavas e Stolt. Dopo un intro relativamente ambient, guidato da un violoncello, si inizia subito col progressive che tutti noi abbiamo imparato a riconoscere, ormai assuefatti a voli strumentistici, arrangiamenti cangianti e fughe alla Bach.

Si parte, dunque, con la suite “Into The Blue”, mastodontico brano da venticinque e passa minuti, suddiviso in cinque movimenti (o atti, se preferite). Tempi dispari, stacchi imprevedibili e gusto neoclassicheggiante la fanno da padrone, in un brano che risulta (relativamente) calmo quando Morse inizia a cantare, per proseguire, tra virtuosismi vari, sempre sui territori poco turbolenti.

Sempre sulla stessa scia da power ballad anni ’70 si districa la successiva “Shine”, forte di dolcezza nelle melodie, con una sezione ritmica presentissima, ma mai invasiva ed un solo di chitarra davvero ispirato.

Sul modello seventies, anche “Black As The Sky”, che, però, si rivela un brano movimentato e addirittura allegrotto (almeno nella prima parte), grazie anche ai cori, riuscitissimi, oltre che ai riff di tastiera molto solari. Torna, invece, il violoncello ad aprire “Beyond The Sun”, brano prevalentemente pianistico, struggente e sofferto, che funge da preludio alla conclusiva ed eponima “Kaleidoscope”, altra suite (sfiorati i trentadue minuti, questa volta) divisa, anch’essa, in diversi movimenti (sette, per la precisione).

Ed è proprio in brani come questi che riconosciamo il tocco inconfondibile dei soggetti coinvolti nel progetto Transatlantic. Questa conclusiva suite racchiude tutta la classe e l’inventiva dei quattro musicisti, che riescono a far sembrare facili e scorrevoli parti molto complesse o intricate. Ed è proprio così che si compone questo pezzo finale, di momenti rilassati e passaggi più prettamente virtuosi e veloci, con stacchi di matrice progressive e ritmiche cangianti.

Nel secondo disco, parte della versione deluxe di “Kaleidoscope”, compaiono invece una serie di cover di mostri sacri del progressive (Yes, King Crimson su tutti) e non (c’è anche Elton John). Otto canzoni, per un’ulteriore quarantina di minuti di (ottima) musica, in compagnia di Morse, Portnoy e soci. Che non si dica che i Transatlantic non sono generosi!

Voto recensore
7
Etichetta: InsideOut

Anno: 2014

Tracklist:

Cd1

01. Into The Blue
02. Shine
03. Black As the Sky
04. Beyond The Sun
05. Kaleidoscope

 

Cd2

01. And You And I (Yes cover)
02. Can't Get It Out Of My Head (ELO cover)
03. Conquistador (Procol Harum cover)
04. Goodbye Yellow Brick Road (Elton John)
05. Tin Soldier (Small Faces cover)
06. Sylvia (Focus cover)
07. Indiscipline (King Crimson cover)
08. Nights In White Satin (The Moody Blues cover)


Sito Web: www.transatlanticweb.com/‎

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