Cave In – Recensione: Jupiter

L’evoluzione dei Cave In è di quelle che stupiscono, di quelle che non si lasciano prevedere ma che appaiono, a giochi fatti, completamente naturali. Se le prime prove in studio -ovvero i 7" raccolti in ‘Beyond Hypothermia’ e l’album ‘Until Your Heart Stops’- mostravano una band nata dall’hardcore e affascinata da Slayer, psichedelia e Voivod in lontananza, era con l’EP ‘Creative Eclipses’ che il nuovo corso veniva presentato ufficialmente. In primo piano l’espansione psichedelica giocata in tempi compressi e la nascita di melodie splendide in mezzo al rumore (rigorosamente umano) delle chitarre. Con ‘Jupiter’ l’orbita giunge a destinazione, ispirando un disco sublime, tanto abbordabile nei contenuti quanto sfuggente nella propria spinta verso l’alto, un disco che invita ad alzare lo sguardo ben oltre l’orizzonte e a lasciarsi abbagliare. Fra esplosioni chitarristiche e rarefazioni confidenziali, la sensazione che si ottiene è quella di una serena ma determinata contemplazione, di una pulsazione vitale contagiosa: le aperture di ‘In The Stream Of Commerce’ diventano brividi e scosse lungo la schiena, coscienza di visioni planetarie più concrete di quanto si creda. Il corrispondente terrestre di quanto detto è prossimo ad una versione genuinamente psichedelica e non paranoica dei Radiohead, con molta distorsione in più e un gusto melodico vagamente orientale, ma qui -perdonatemi- siamo proprio su un altro pianeta…

Voto recensore
9
Etichetta: Hydrahead

Anno: 2000

Tracklist:

Tracklist: Jupiter / In The Stream Of Commerce / Big Riff / Innuendo And Out The Other / Brain Candle / Requiem / Decay Of The Delay / New Moon


0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login