Junkyard Drive – Recensione: Electric Love

Street rock ruvido ma intriso di melodia, spesso scanzonato e irriverente. Ma non chiamatelo scan rock! Anche se arrivano da quelle parti, e più precisamente dalla Danimarca, i Junkyard Drive si rifanno in questo terzo album alla tradizione melodica scandinava più vicina all’AOR più che all’aggressività e all’energia giovanile delle band che hanno fondato quella scena, mentre per il senso dell’ironia e del divertimento il legame di “parentela” è da ricercare piuttosto nei connazionali D.A.D.

L’approccio aggressivo dell’arrembante opener “Let It Burn”, per certi versi in continuità con le precedenti più spigolose e senza orpelli uscite discografiche della band, può essere in un certo fuorviante, ma gli altri brani in scaletta spostano i riferimenti su territori più tranquilli, con sonorità più rifinite in cui la ricerca melodica è sporcata dal graffio delle chitarre e non viceversa. E così, ad esempio, c’è spazio pure per una ballad carica di trasporto come “The Wonderland Of Temptations”. In generale, per capire la direzione in cui si stanno muovendo i Junkyard Drive è significativa la presenza alla chitarra di Oliver Hartmann, così come indicativa è la scelta di Erik Martensson degli Eclipse per mixare l’album, prodotto da un nome di primissimo livello come Soren Andersen, fido compagno di strada di Glenn Hughes.

Un buon lavoro, forse non entusiasmante ma utile a dare ulteriore corpo e credibilità alla band danese.

Etichetta: Mighty Music

Anno: 2022

Tracklist: 01. Let It Burn 02. Electric Love 03. Mr. Rock N’ Roll 04. Home 05. Let Me Love You 06. Tomorrow I Will Be Gone 07. Mind Eraser 08. The Wonderland of Temptations 09. Mama 10. Free Your Mind

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