Versailles – Recensione: Jubilee

Ascoltare un disco cantato in lingua giapponese è quantomeno spiazzante. Pur con tutta la buona volontà, non possono non tornare alla mente le colonne sonore di Ken il Guerriero e le sigle dei cartoni animati dei robot della nostra infanzia. Nonostante tutto. I Versailles hanno raccolto ampi consensi nella terra del Sol Levante, grazie al proprio power sinfonico, che si rifà a Rhapsody, Dark Moor ed Epica, pomposo e ricco di inserti orchestrali. Non mancano tocchi più dolci e raffinati, grazie all’utilizzo di passaggi ad ampio respiro di violino e chitarra acustica; ma “Jubilee” sa anche essere metal e la speed song “Ascendead Master” ne è il miglior esempio. Melodici nei refrain, gustosi e variopinti negli arrangiamenti, i Versailles non possono però pensare di varcare i patri confini, perché le song cantate in giapponese effettivamente suscitano alle orecchie occidentali ancora un pizzico di ilarità. “Jubilee” va ad inserirsi nella categoria dei dischi only for fans, ma se riuscirete a superare l’impatto iniziale, potreste scoprire un album godibile e ben suonato e sostituire il senza voto con un bel sette pieno.

Etichetta: Warner Music Japan

Anno: 2010

Tracklist:
01. God Palace, Method Of Inheritance
02. Ascendead Master
03. Rosen Schwert
04. Ai To Kanashimi No Nocturne
05. Amorphous
06. Reminiscence (instr.)
07. Catharsis
08. The Umbrella Of Glass
09. Gekkakou
10. Princess, Revival Of Church
11. Serenade
12. Sound In Gate (instr.)

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