Jorn Lande – Recensione: Live On Death Road

Non sorprenderò nessuno scrivendo che Jorn lande è una delle voci hard rock e metal più talentuose degli ultimi vent’anni ed anche di più. Non è soltanto una questione di tecnica ma soprattutto di feeling e grande emozionalità della sua strepitosa ugola, che ha prestato in molteplici gruppi e progetti, come Ark, Beyond Twilight, Millenium, Masterplan, le rock opera “Nostradamus” e “Dracula”, gli albums Allen/Lande con il cantante dei Symphony X Russell Allen, e per finire Ayreon e Avantasia, con una grande e decisiva partecipazione soprattutto in dischi e concerti della creatura di Tobias Sammet.

Non possiamo ovviamente dimenticare una carriera solista che prosegue con cadenza costante dall’anno 2000 (“Starfire”) e celebrata nel 2018 dalla Frontiers con un monumentale cofanetto di 12 cd, un tour ed un concerto da attrazione principale nel quinto Frontiers Rock Festival, dello stesso anno, che viene ora riprodotto in versione cd e dvd/Blu Ray, come testimonianza di un evento importante nella vita artistica del cinquantunenne cantante svedese.

Posso candidamente ammettere che la carriera solista di Lande non mi ha mai esaltato eccessivamente, fondata su una componente compositiva media e raramente esaltante, convincendomi sul fatto che Jorn brilli soprattutto se adeguatamente servito da compositori di alto livello e gruppi con altre individualità di spicco. Nulla da dire sul gruppo che lo ha accompagnato sul palco, possiamo citare almeno Alessandro Del Vecchio alle tastiere e Francesco Jovino in alcune tracce alla batteria, ma l’esecuzione generale manca un po’ di brillantezza e grinta, finendo con il diventare un compitino ben eseguito ma non memorabile.

Ovviamente, spiccano canzoni come la clamorosa “Walking On Water”, dal sapore celtico, estratta dal Dracula di Trevor Holter, i giusti omaggi al grande mentore Dio di “The Mob Rules” e “Rainbow in The Dark” e tracce comunque di buon livello come la melodica “Rock’n Roll Angel” e la finale “Lonely Are The Brave”, sempre da brividi sulla schiena. Sorprende in positivo l’omaggio all’Ozzy solista di “Shot in the Dark”, con un Lande impeccabile anche in questa occasione.

Quindi, abbiamo qui un disco che piacerà ai fans di Jorn lande ma che non lo aiuterà a fare il definitivo “passo in avanti” che forse la sua carriera non ha ancora avuto. Manca ancora qualcosa per diventare immortale, nella consapevolezza che nuovi eredi stanno emergendo con grande clamore e talento (uno su tutti, Ronnie Romero). Ci aspettiamo di più da un campione della voce così enorme, l’unico che ha saputo e potuto cantare i classici dei Black Sabbath ed Heaven and Hell sul palco insieme al mito Glenn Hughes, all’High Voltage Festival del 2010, in memoria dell’ancora solo e grande, Ronnie James Dio.

Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2019

Tracklist: 1. My Road 2.Bring Heavy Rock To The Land 3.Life On Death Road 4.Blacksong 5.World Gone Mad 6.Stormcrow 7.Sunset Station 8.Ride Like The Wind 9.Out To Every Nation 10. Shot In The Dark 11.Walking On Water 12.Traveller 13.Rock And Roll Angel 14.The Mob Rules 15.Rainbow In The Dark 16.Lonely Are The Brave
Sito Web: http://www.jornlande.com/

Antonino Blesi

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Ascolta metal dal 1983, ha 46 anni e non vuole certo smettere. La passione vince su tutto, e sarà anche scontato, ma la buona musica non morirà mai, finchè qualcuno continuerà a parlarne ed a canticchiare un vecchio refrain....

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