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John Frum – Recensione: A Stirring In The Noos

Entità strana i John Frum, e non poteva essere così visto il mistero che circondava i nostri. Quartetto americano, Relapse Records ed un death metal ibrido figlio di esperimenti sonori ben programmati ed inseriti nelle 9 canzoni che compongono l’album.

Ma chi sono davvero i John Frum? Liam Wilson, bassista dei The Dillinger Escape Plan, Matt Hollenberg, chitarrista fondatore dei Cleric e collaboratore di John Zorn, Derek Rydquist ex voce dei The Faceless e Eli Litwin alla batteria, membro degli Intensus. Una miscela esplosiva che aggredisce l’ascoltatore proponendo un death metal fortemente contaminato da doom, grind e passaggi di oscura psichedelia.

Le cose sono immediatamente chiare appena la traccia d’apertura “Presage Of Emptiness” prende forma: secca, dissonante e dalla fortissima componete brutale. Decisamente un ottimo modo per far partire un album. Con “Memory Palace” si toccano picchi altissimi: death / doom a livelli di eccellenza. Oscura, opprimente come una giornata afosa d’agosto e brutale. Un drumming solido, con schegge e passaggi rapidi quasi a voler “ridare vita” ad una canzone che sembra morire ad ogni attimo di pausa. Oscuro viaggio nell’anima di una band che sa perfettamente come colpire l’ascoltatore.

Decisamente più “combattiva” “Through Sand And Spirit”, con evidenti scorie grind, che assalta l’ascoltatore con un riffing teso supportato da un cantato ed una batteria davvero convincenti. “Lacustrine Divination” è poi decisamente la canzone più riuscita e concreta, con intuizioni sludge ed un certo “non-so-che” che li rende vicini ai Soilent Green di “A Deleted Symphony for the Beaten Down”. Stranamente anche loro ben più di 3 lustri fa pubblicarono proprio per la Relapse Records.

Luce e tenebra anche in “Assumption Of Form”, che accelera e rallenta come se rispondesse a delle scosse elettriche. Un racconto oscuro che diventa più vivo e presente con la rasoiata finale “Wasting Subtle Body”, dove buona parte della “follia” di Zorn viene applicata in maniera costruttiva.

Album decisamente convincente. Consigliato agli appassionati e a tutti i coraggiosi che intendono avvicinarsi al “culto” di John Frum.

Voto recensore
7
Etichetta: Relapse Records

Anno: 2017

Tracklist: 1. Presage of Emptiness 2. Pining Light 3. Memory Palace 4. Through Sand and Spirit 5. Lacustrine Divination 6. He Come 7. Assumption of Form 8. Wasting Subtle Body
Sito Web: https://john-frum.bandcahttps://john-frum.bandcamp.com/mp.com/

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista extraordinaire in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “persona seria” per n-mila testate e prodigioso “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Ah sì, anche “cantante” in una band metal-qualcosa. Non ci facciamo mancare niente insomma. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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