Joe Satriani – Recensione: Shockwave Supernova

A volte, gli album che escono a ridosso dell’estate, o in piena estate, sembra che ricevano questo trattamento perché non considerati degni di troppa attenzione. Non è esattamente il caso dell’ultimo album di Joe Satriani, anche se bisogna dire che questo nuovo lavoro non è uno di quelli che ti fanno innamorare subito. Ci vogliono diversi ascolti per entrare nel punto di vista del nostro Chitarrista Alieno preferito per questo nuovo album (che non a caso, ancora una volta, ha scelto un titolo che si ispira a tematiche legate allo spazio), e anche quando si è un po’ presa la mano, l’impressione è che questo lungo lavoro, tutto strumentale, sia tutta un’alternanza di luci e ombre, con alcuni elementi come al solito ottimi e altri non brutti ma che lasciano abbastanza indifferenti.

Shockwave Supernova” è un album più cerebrale di altri composti da Satriani, e si caratterizza in modo particolare per l’utilizzo di melodie più lente e pacate del solito, più scarne ed essenziali, senza arrangiamenti pomposi o grosse influenze da parte dell’elettronica e delle distorsioni in generale. Il sound della chitarra è più disteso, più naturale rispetto al solito, meno influenzato da distorsioni ed effetti di vario tipo, come si intuisce fin dall’inizio con la delicata “Lost In A Memory”, e anche se, naturalmente, il tocco magico di Joe Satriani non è cambiato, e si sente benissimo in tutti i pezzi, paradossalmente, non sempre ci si emoziona. I brani scivolano via uno dietro l’altro in modo abbastanza fluido, forse fin troppo fluido stando a quello a cui siamo abituati pensando alla discografia di Satriani, senza punte di fulgore particolare, a dispetto di un titolo che fra venire in mente immagini di grande intensità e luminosità.

Intendiamoci, siamo ben lungi dal dire che questo è un disco noioso; forse un po’ troppo lungo, sì, ma non noioso (si poteva benissimo fare a meno, ad esempio, di riempitivi come “Crazy Joey” e “In My Pocket”). Non si può neanche parlare di un vero e proprio passo falso, perché l’album è, come al solito, suonato ottimamente, incentrato sulla chitarra e prodotto in modo altrettanto perfetto. Soltanto, è difficile lasciarsi prendere fino in fondo dai brani, a meno che non si sia alla ricerca di un repertorio che stimoli alla riflessione e alla quiete: tutto il contrario, insomma, di una supernova che esplode.

Voto recensore
7
Etichetta: Legacy Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Shockwave Supernova
02. Lost In A Memory
03. Crazy Joey
04. In My Pocket
05. On Peregrine Wings
06. Cataclysmic
07. San Francisco Blue
08. Keep On Movin’
09. All of My Life
10. A Phase I’m Going Through
11. Scarborough Stomp
12. Butterfly and Zebra
13. If There Is No Heaven
14. Stars Race Across The Sky
15. Goodbye Supernova


Sito Web: https://www.facebook.com/joesatriani?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

4 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. maxx

    Album meraviglioso; chi lo segue da sempre sa che Satriani migliora sempre come il buon vino…la band di oggi e con cui andrà in tour è sicuramente la migliore che abbia mai avuto e si sente eccome. Considerare “Crazy Joe” e “In My Pocket” dei riempitivi è quantomeno ingeneroso, per non dire altro.

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  2. wsatriani

    ..Satriani ci ha talmente abituati bene, che quando fa un prodotto ottimo rimaniamo delusi.. vorremmo sempre il capolavoro.. Concordo per grosse linee con l’articolo.. e “crazy Joe” è un pezzo insopportabile 😀 😉

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  3. Massimiliano

    Ancora non ho ascoltato il disco, ma Crazy Joey dal vivo ( l’ho visto ieri sera a Firenze) è veramente fortissima……

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  4. daniele

    mah… d’accordo solo con “lo sia apprezza dopo vari ascolti”. Puramente personale giudicare due pezzi come “Crazy Joey” e “In my pocket” riempitivi… solo la presenza di quel mostro di Colaiuta alla batteria potrebbe bastare… A mio giudizio gran album come sempre

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