Jinjer – Recensione: Alive in Melbourne

Un anno senza concerti. Un anno senza musica dal vivo, pogo ed emozioni. Lo sappiamo tutti: il 2020 è stato più difficile di quanto ci aspettassimo e, per noi amanti della musica, la cancellazione di qualsiasi evento musicale di grande portata è stato un colpo al cuore. A causa dell’emergenza sanitaria, gli organizzatori hanno iniziato ad annullare i concerti già a partire da febbraio in alcuni stati, ma i Jinjer hanno fatto giusto in tempo a registrare l’esibizione dal vivo “Alive in Melbourne” il 5 marzo in Australia, prima che la pandemia prendesse il sopravvento. Ho avuto la fortuna di vedere questa band in concerto quasi un anno fa, durante il tour promozionale dell’album “Macro”, e me ne sono subito innamorata. La maggior parte della loro fama deriva dalla presenza di una delle frontwoman più incredibili degli ultimi anni, la talentuosa Tatiana Shmailyuk, che riesce senza troppa difficoltà ad alternare un violento growl ad un cantato melodico di grande intensità. Ma i Jinjer non sarebbero così apprezzati senza i musicisti che la accompagnano. La bravura di tutti i componenti risalta anche dal vivo e talvolta alcune tracce risultano anche migliori rispetto alle versioni originali.

La setlist della serata è composta da brani tratti dagli ultimi lavori in studio della band, ovvero “King of Everything” del 2016, l’EP “Micro” e l’album “Macro” del 2019, una scelta che approvo assolutamente considerando che si tratta di quasi tutti i brani migliori della band. Parlare di un live a cui non si ha partecipato non è mai facile, ma sappiamo benissimo qual è la resa dei Jinjer dal vivo, la loro forte presenza sul palco e la continua interazione con i fan. Come già accennato prima, le abilità di Tatiana le permettono di cambiare tecnica vocale con estrema facilità e leggerezza, la qualità del suono non cala neppure verso la fine della scaletta. Neanche l’energia diminuisce, la rabbia e l’aggressività vocale fanno da padrone, mentre la base strumentale è sempre molto precisa e ricercata. Si fa quasi fatica a rendersi conto del fatto che si sta ascoltando la versione live delle canzoni tanta è la somiglianza con quelle registrate in studio. Anzi, alcune sembrano essere anche migliori dal vivo, basti pensare ad un pezzo stratosferico come “Judgement (& Punishment)” che mescola le varie influenze musicali della band: metal, djent e un pizzico di reggae. Non c’è un brano che non sia ben eseguito, “Teacher, Teacher!”, “I Speak Astronomy”, “Perennial”, “On The Top” e “Pit Of Consciousness” rimangono tra le mie preferite, ma come sempre “Pisces” si conferma uno dei punti più alti della serata, mi dà i brividi come la prima volta che l’ho ascoltata. L’unica pecca? Tatiana non fa mai l’acuto della frase “Searching for a hook to catch on and see their sun beam” perché ha paura di non riuscire ad intonarlo correttamente. E’ un vero peccato, sarebbe bello sentirlo dal vivo almeno una volta!

Nonostante questo piccolo dettaglio, non credo che sia scontato trovare una band che sappia riprodurre quasi alla perfezione il lavoro fatto in studio, ma questi sono i Jinjer e meritano tutta la notorietà che hanno avuto negli ultimi anni. Potrò essere di parte, ma questa band mi ha rapita dal primo istante ed è incredibile constatare come siano in grado di trasmettere la loro passione e la loro professionalità ad ogni live. Ascoltare ”Alive in Melbourne” significa passare un’ora e mezza in compagnia di un’ottima band, che vi farà provare di nuovo la sensazione della musica dal vivo fino a quando potremo tornare davvero ad assistere ad un concerto… e noi ci auguriamo che accadrà il prima possibile!

Etichetta: Napalm Records

Anno: 2020

Tracklist: 01. Intro 02. Teacher, Teacher! 03. Sit Stay Roll Over 04. Ape 05. Judgement (& Punishment) 06. I Speak Astronomy 07. Who Is Gonna Be The One 08. Noah 09. Retrospection 10. Perennial 11. On The Top 12. Pit Of Consciousness 13. Home Back 14. Words Of Wisdom 15. Pisces 16. Captain Clock 17. Outro
Sito Web: http://jinjer-metal.com/

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