Jimi Hendrix – Recensione: Both Sides Of The Sky

Terza preziosa release della trilogia iniziata con “Valleys Of Neptune” e “People, Hell And Angels”, “Both Sides Of The Sky” è un altro tuffo nel profondo del genio di Jimi Hendrix, che risplende nelle tredici tracce registrate in studio tra il 1968 e il 1970: dieci sono inedite, alcune versioni estese alre incompiute di pezzi noti sotto altre sembianze, e tutte hanno un suono semplicemente immacolato, perfetto per isolare e mettere in risalto la tecnica ed il groove dell’Hendrix uomo oltre che artista.

Fantastica la versione di “Mannish Boy” che apre una collezione con il pregio ulteriore di essere specchio della versatilità di Hendrix, che passa con sciolta naturalezza dal blues di “Send My Love To Linda”, di “Georgia Blues” (con Lonnie Youngblood) e della tiratissima “Hear My Train a Comin’” all’elegante versione della celeberrima “Woodstock” assieme a Stephen Stills e ammantata dal prezioso suono dell’organo, dal calore di “Sweet Angel” alle evoluzioni di “Lover Man” e “Power Of Soul”. Quest’ultima, in particolare, mette in mostra le spesso sottostimate doti di cantante ed interprete di Hendrix. Ma i pezzi più interessanti del lotto sono “Jungle”, funky e sincopata, e soprattutto la mistica improvvisazione “Cherokee Mist”, presente con registrazione inedita carica di divagazioni e (auto)citazioni che sono la cifra caratteristica del chitarrista di Seattle. Spunta anche Johnny Winter, alla slide in “Things I Used To Do”.

“Both Sides Of The Sky” è un album carico di frizzante vitalità, decisamente interessante a prescindere dal fatto che si sia o meno dei profondi conoscitori dell’opera di Jimi Hendrix.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Legacy Recordings

Anno: 2018

Tracklist: 01. Mannish Boy 02. Lover Man 03. Hear My Train a Comin’ 04. Stepping Stone 05. $20 Fine 06. Power of Soul 07. Jungle 08. Things I Used to Do 09. Georgia Blues 10. Sweet Angel 11. Woodstock 12. Send My Love to Linda 13. Cherokee Mist
Sito Web: http://jimihendrix.com/home/

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