Header Unit

Jess And The Ancient Ones – Recensione: Second Psychedelic Coming: The Aquarius Tape

Il 2015 volge al termine e ci regala un ottimo colpo di coda della sempre più popolare e produttiva scena “vintage rock”. Anche nel caso dei Jess And The Ancient Ones guai a parlare di revival, eppure la loro musica, così come quella di tanti colleghi che hanno arricchito quest’annata musicale, pesca a piene mani dagli anni’70 con quel suono leggermente sporco e riverberato e un’attitudine un po’ hippie fatta di numerosi richiami alla psichedelia dell’epoca.

“Second Psychedelic Coming: The Aquarius Tape”, che arriva a poco più di un anno dal 10” “Castaneda”, suona davvero come un disco uscito quarant’anni fa e per qualche motivo lasciato nel dimenticatoio. I finlandesi in fondo non fanno altro se non elaborare le proprie influenze, ma svolgono questo compito nel migliore dei modi. Non capita spesso di poter ascoltare una vocalist come Jess, dotata di un timbro soul caldo e potente, cantastorie di questo mondo odoroso di cannabis. Insieme a lei cinque musicisti pieni di talento che fanno rivivere le atmosfere dei Pink Floyd e dei King Crimson, dei Genesis e dei Black Sabbath.

“Samhain” mostra subito tutte le credenziali di questo valido collettivo che tanto piace a King Diamond (lo scorso anno il Re li volle come opening act del suo tour nordamericano), con un brano arioso e dal refrain ficcante, un certo groove metallico che tradisce i natali hard’n’heavy del gruppo, ma anche un blues rock acido e d’antan. “In Levitating Secret Dreams” è un altro pezzo da novanta. Brano irresistibile e piacevolmente ritmato, svela del tutto le doti invidiabili di Jess, oltre alla bontà della sezione ritmica composta da Fast Jake (basso) e Yussuf (batteria) e dell’organista Abraham, che spesso interviene ad arricchire i brani con il mood antico del suo strumento.

La band non nasconde un certo attaccamento alle tematiche occulte, manifeste nelle liriche e anche in suoni talvolta sinistri, come dimostra “Wolves Inside My Head”, il brano più severo e metallico del lotto dove stavolta emerge l’estro dei chitarristi Thomas Corpse e Fiend. Il gruppo si mostra dunque sotto varie maschere, una più rigorosa come quella appena citata e una invece di certo disimpegnata, come si evince da “Goetia Of Love”, una canzone disarticolata dai vaghi richiami al cabaret. L’arte del gruppo è però tutta racchiusa in “Goodbye To Virgin Grounds Forever”, una suite di 22 minuti dal taglio blues, onirico e maledettamente floydiano dove numerose sono le inversioni di rotta e la magnifica voce di Jess, novella Clare Torry, fa brillare un episodio caleidoscopico e avvincente.

Se il ritorno ai seventies è nelle vostre corde, date assolutamente una chance ai Jess And The Ancient Ones, un gruppo che rielabora la psichedelia con classe e ottimo gusto.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Svart Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Samhain
02. The Flying Man
03. In Levitating Secret Dreams
04. The Equinox Death Trip
05. Wolves Inside My Head
06. Crossroad Lightning
07. The Lovers
08. Goetia Of Love
09. Goodbye To Virgin Grounds Forever


Sito Web: https://www.facebook.com/jessandtheancientones/

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login