Jeff Beck – Recensione: Loud Hailer

Potenzialmente, “Loud Hailer” è un disco che potrebbe far parlare di sè parecchio. Jeff Beck, 72 anni compiuti e uno dei nomi più pesanti nella storia della chitarra rock, non ha assolutamente niente da perdere con la storia che si ritrova alle spalle, e per il suo nuovo lavoro in studio, il primo dopo un’assenza di sei anni, decide di sperimentare. Non si fa affiancare da nessun nome blasonato e scegliere musicisti giovani, con cui evidentemente è più facile sperimentare. Il risultato è un disco a tratti scomodo e al limite dello sgradevole, che tratta di argomenti di vario tipo, con cui si tenta un approccio provocatorio contro certi tratti del declino della nostra società. La chitarra, a parte alcuni momenti come la parte iniziale e il lungo assolo di “Scared For The Children“, che chissà perchè ricorda un po’ “Redemtion Sons” di Bob Marley, resta spesso in secondo piano, sacrificata di fronte alla ruvida voce di Rosie Bones e di fronte a un largo uso dell’elettronica, particolarmente nella prima parte dell’album. Il particolare utilizzo di queste sonorità “sporche” forse vuole essere in associazione con i temi di protesta dei testi, e questo è sicuramente da apprezzare; peccato che, in alcuni casi questi temi di protesta sembrino poco focalizzati e che, appunto, la chitarra tenda ad essere sopravanzata da un uso eccessivo dell’effettistica fino a far perdere, a volte, il magico tocco che rende Jeff Beck riconoscibile fra tanti.

Non è ancora il caso di gridare allo scandalo, anche perchè sarebbe inutile e anacronistico di fronte a un musicista con alle spalle e una carriera come quella che ha effettivamente Jeff Beck, ma ribadiamo, c’è possibilità che i nasi di molti ascoltatori si storcano perplessi di fronte a un disco che ha diverse buone idee (va ricordata ad esempio la delicata “Shame“) e una serie di ingenuità giovanili da rivedere. Cosa poi questo grande chitarrista tirerà fuori dal suo cilindro magico nel futuro, è tutto da vedere.

Jeff Beck - Loud Hailer

Voto recensore
7


Anno: 2016

Tracklist: 01. The Revolution Will Be Televised 02. Live In The Dark 03. Pull It 04. Thugs Club 05. Scared For The Children 06. Right Now 07. Shame 08. Edna 09. The Ballad Of The Jersey Wives 10. O.I.L. 11. Shrine

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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