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Jason Becker – Recensione: Perspective

“I have Amyotropic Lateral Sclerosis (ALS or Lou Gherig’s disease). It has crippled my body and speech, but not my mind…”

Una dichiarazione del genere, riportata sul retro di copertina, rende già “Perspective” un lavoro di grande importanza. Quando Jason Becker registra questo lavoro ha circa 25 anni, cinque dei quali vissuti in compagnia di una malattia che definire tremenda è quasi riduttivo. Eppure, a partire da qui e poi negli anni a venire, il talentuoso chitarrista ha sempre dimostrato il suo amore per la musica e per la vita continuando appunto a comporre e facendosi aiutare da una vera e propria schiera di musicisti celebri. Michael Lee Firkins, Gregg e Matt Bissonette, Steve Perry sono alcuni dei nomi che compaiono tra i crediti, coadiuvati da una serie di contributi da parte di orchestrali e cantanti lirici e fanno di “Perspective” un’opera corale. Dal punto di vista dello stile dei brani, il lavoro si discosta molto dal precedente “Perpetual Burn“, dato che la chitarra non è più la protagonista unica, ma diventa uno dei tanti elementi che compongono i brani, a differenza quindi di quanto accadeva in tutti i prodotti made in Shrapnel Records. In “Higher” compare quindi un coro lirico, in “Serrana” ci sono alcuni riferimenti a Mozart, e così via. Ad ogni modo, nonostante si possa pensare il contrario, i brani di “Perspective”, nel loro essere ariosi, fatti di sonorità talmente leggere da essere a volte quasi impalpabili, esprimono una profonda gioia di vivere e un profondo senso di gratitudine. Jason Becker, nella sua opera di composizione, si distacca dal suo passato di puro (e geniale) shredder per esplorare un altro aspetto della sua genialità creativa.
Sono poi molto importanti, per aiutarci a capire lo spirito con cui ogni pezzo è stato composto, le annotazioni, sempre opera di Becker, su quando e perchè ogni brano è stato composto. “Blue“, ad esempio, risale al 1990, quando il giovane chitarrista era ancora in grado di suonare e la malattia aveva appena iniziato a manifestarsi, e infatti è più simile allo spirito dei suoi lavori precedenti, così come la cover di “Meet Me In The Morning” di Bob Dylan, unico pezzo cantato del full length, che gli è successivo di un anno.
“Perspective” si può quindi considerare come un disco di transizione, con cui sembra quasi che Jason Becker voglia chiudere un capitolo della sua vita, aprendone però al tempo stesso altri e rivelando a tutti le moltissime potenzialità della sua mente brillante.

Etichetta: Jason Becker Music

Anno: 1996

Tracklist: 01. Primal

02. Rain

03. End of the Beginning

04. Higher

05. Blue

06. Life and Death

07. Empire

08. Serrana

09.Meet Me in the Morning (Bob Dylan)
Sito Web: https://www.facebook.com/jasonbeckerofficial/?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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