Numen – Recensione: Jarrai Beza Kondairak

Con ‘Jarrai Beza Kondairak’, i baschi Numen arrivano alla terza fatica discografica. E confermano l’approccio che ha caratterizzato i primi lavori, un black metal classico infarcito di richiami alla tradizione della propria terra natale. Spazio quindi a strumenti tradizionali, come l’alboka, e al cantato in lingua basca, utilizzata anche per le note biografiche. L’idea è sicuramente originale ma paga una certa timidezza nel rischiare fino in fondo: i due elementi, quello black e quello folk, non si integrano mai a fondo, tranne forse nell’opener ‘Eskualdunak’, ma si alternano quasi sempre lungo tutta la durata del lavoro. Lasciando decisamente un po’ di amaro in bocca e una sensazione di incompletezza che non fa apprezzare fino in fondo l’opera di questi (otto!!!) musicisti, decisamente validi dal punto di vista tecnico.

Già, perché il black proposto dai Numen non esula dai canoni del genere, anche se fa ricorso ad aperture melodiche e ad intermezzi di voce pulita. Anche i brani che pescano esclusivamente dalla cultura basca, pur essendo gradevoli, finiscono per essere sterili riempitivi invece che passaggi irrinunciabili. Un lavoro sicuramente da ascoltare, in previsione di un qualcosa che, con una giusta dose di sfrontatezza e temerarietà, non dovrebbe tardare ad arrivare.

Voto recensore
5
Etichetta: Goimusic / Frontiers

Anno: 2003

Tracklist: 01.- Eskualdunak
02.- Inguma
03.- Mari (Su Ta Gar taldearen bertsioa)
04.- Ama Lurra (bertsio akustikoa)
+ Bonus tracks:
05.- Haize Sorginduen Intziriak
06.- Ehiztari Beltza
07.- Heriotza Eta Geroa
08.- Gaua Gauekoentzat...
09.- Beotibar

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