Rakoth – Recensione: Jabberworks

I Rakoth sono moscoviti e sono uno dei gruppi metal Russi di maggior successo commerciale. Questo loro secondo atipico album va a prendere brani di periodi diversi, dal ’97 ad oggi, in cui è possibile notare l’evoluzione, la maturazione del loro metal orchestrale. Partendo da basi black, di cui ‘Jabberworks’ n’è abbastanza privo, i Nostri vanno a toccare territori doom e gotici, in cui vengono aiutati da una vera orchestra, nel tentativo di rendere il tutto maggiormente epico ed imponente. Purtroppo sono sole intenzioni che devono essere premiate, in quanto il risultato finale pecca ancora di una certa omogeneità e preparazione complessiva. Brani lunghi sei o sette minuti che perdono e ritrovano il filo più volte al loro interno, tra arpeggi, brevi sfuriate e quegli elementi classici che non sono mai preponderanti: e questo non si sa se sia un pregio o un difetto… I brani più recenti godono di maggior amalgama e dimostrano le buone idee di un gruppo ancora da maturare. Voto d’incoraggiamento.

Voto recensore
6
Etichetta: Code666 / Audioglobe

Anno: 2001

Tracklist: Dying Realm
A Pass In The Ethereal
Insurgent One
Story Of The Nameless
Farewell
Brightless
Return Of The Nameless
Diamone Angel
Der Jammerwoch

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