Izegrim – Recensione: The Ferryman’s End

È un disco dagli alti e bassi quello degli Izegrim, che parte dall’interessante idea del concept-album legato alla storia di un condannato a morte che attende l’esecuzione. Un disco che nelle intenzioni della band vuole trascinare l’ascoltatore all’interno della mente del condannato – e quindi all’interno del concept – ma che in più di un’occasione manca di reale coinvolgimento.

Un po’ Arch Enemy, per alcuni tratti Bolt Thrower e per il resto tanto mestiere per una band che cerca di plasmare “materia” death metal melodico. Un genere che negli ultimi anni non ha brillato per innovazione e per grandi dischi, che ha scelto di accontentarsi senza spiazzare più di tanto l’ascoltatore. E questo “The Ferryman’s End” è un nuovo capitolo di questa cristallizzazione del genere.

Ci sono brani veramente validi: la title track, “Reclaim My Destiny” e Insanity Is Freedom” che ben dimostrano la vitalità della band. Ma il resto del disco a volte pecca di personalità, c’è molto mestiere, passione ed energia ma poca inventiva. C’è voglia nella band olandese, è innegabile, ma a volte sembra come picchiare a vuoto. “White Walls” morde solo durante il chorus e “The Evil Within” non convince, solo per fare due nomi di canzoni contenute nell’album che non raggiungono la sufficienza.

Un disco che, spiace dirlo, non raggiunge la vetta del 6. Le buone intenzioni non hanno mai salvato dischi zoppicanti. E le poche canzoni valide sono stampelle troppo corte per dare una svolta alla carriera degli Izegrim.

izegrim - The Ferryman's End

Voto recensore
5,5
Etichetta: Listenable Records

Anno: 2016

Tracklist: “White Walls” “Time To Run” “Endless Desire” “The Evil Within” “Absolute Necessity” “Reclaim My Identity” “Insanity Is Freedom” “Reflection Of Redemption” “Through A Glass Darkly” “Lost In Tranquillity” “The Ferrymans End”
Sito Web: www.izegrim.com

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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