Puny Human – Recensione: It’s Not The Heat, It’s The Humanity

Tornano a tre anni di distanza dal debutto i Puny Human, quartetto dedito ad un approccio moderno e voluminoso all’hard rock 70s con venature boogie. L’apertura affidata a ‘Champagne Mini-Van’ rende tutto immediatamente chiaro: i toni sono simili a quelli dei Clutch ma meno paranoici e più solari, meno secchi e appena più gentili nei modi. Il volume rimane altissimo e così il livello d’energia, ma al di là di tutto ‘It’s Not The Heat…’ appare come un compendio soddisfacente di quasi tutta la parte “solare” del genere-precendentemente-conosciuto-come-stoner. Immaginate insomma i Fu Manchu più ispirati (non gli ultimi, quindi) privati di una percentuale di fuzz a tutti i costi e arricchiti dalla capacità di impostare tessiture chitarristiche avvincenti e ben arrangiate senza perdere di vista per un secondo l’immediatezza. Ascoltate ‘Even Now We Are Preparing To Love You’: Un riff sguaiato e dal sapore classicissimo innesta una boogie-reazione a catena di quelle che il culo lo fanno muovere davvero! Senso dell’umorismo, un immaginario classico ma degnamente rappresentato, un’energia incredibile e dedizione a grandi dosi. I Puny Human sono un gruppo che merita la vostra attenzione.

Voto recensore
7
Etichetta: Small Stone

Anno: 2003

Tracklist: Tracklist: Champagne Minivan / The Toos / Greasin’ The Wheel / Devil’s Riff / The Ox / Even Now We Are Preparing To Love You / Witches Chasing Cabs / Bare Knuckle Love / Kill You In The Face / B.I.B.L.E.

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