Greedy Mistress – Recensione: It Was Fine

Attivi sin dall’autunno del 2006, i brianzoli Greedy Mistress suonano un vigoroso concentrato di HC-punk e metal, che riesce a sostenere contemporaneamente due approcci spesso antitetici, basati su violenza ritmica e immediate melodie, attraverso un dinamismo e una convinzione di base che sono sinonimo di capacità ed esperienza.

“It Was Fine”, loro terzo full-length album, mostra di possedere a sufficienza entrambe le qualità, come del resto conferma la nutrita biografia della band, già in tour negli States e in Europa a supporto del precedente “A Compulsive Need Of You” (2010), nonché artefice di numerose uscite collaterali, fra Ep, split e compilation.

Mollu, Stefano, Conso e Carlo (rispettivamente voce, chitarra, basso e batteria) si dimostrano genuini interpreti dell’etica/estetica HC, che al solito combina alte velocità d’esecuzione, brevi durate, screaming, riff semplici e aggressivi, per esprimere insofferenza e disagio nei confronti di una realtà (sociale e individuale) sempre meno accettabile e sopportabile.

Rispetto alla maggioranza delle band underground di genere i Greedy Mistress sono però anche in possesso di ragguardevoli capacità di scrittura ed esecuzione, che permettono loro di tirar fuori dal cappello brani-manifesto come “Wake Up And Rise Again”, perfetta nel presentare alla grande tutti gli elementi che compongono il loro sound.

Passaggi ritmici ben calibrati, letali stop & go e influenze melodiche di tradizione r’n’r (presente non a caso una cover di Alice Cooper, “I Love The Dead”, come ghost-track) fungono da collante in una scaletta che alterna episodi più diretti e ortodossi (“Shut The Fuck Up” e “Two Timer Motherfucker”) a composizioni meno allineate, come “Glory Hole” e “Fistful Of Nothing”, nelle quali emerge tutto l’eterogeneo background musicale della band.

Ben registrato presso i Toxic Basement Studio e licenziato da Slaughterhouse Records, “It Was Fine” è un disco di genere sicuramente valido e appagante, nella sua diretta semplicità, che ha nel suo sano spirito libero, autonomo, DIY ma anche nichilista (“I Wish You Were Never Born”), la proverbiale ciliegina sulla torta, magistralmente sfornata dai Greedy Mistress.

Voto recensore
7
Etichetta: Slaughterhouse Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. It Was Fine

02. Wake Up And Rise Again

03. If I Cant't Have You All For Me, Then I'll Have You In Pieces

04. Laid Down On The Floor

05. Glory Hole

06. Shut The Fuck Up

07. She Can't Take It

08. So Long, You All

09. Two Timer Motherfucker

10. I Wish You Were Never Born

11. Fistful Of Nothing

12. I Love The Dead


Sito Web: http://www.facebook.com/greedymistress

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