Issa – Recensione: Run With The Pack

Quinto album sotto l’egida di Frontiers Records per la brava cantante norvegese. Come spesso accaduto per artisti legati alla label negli ultimi anni ad affiancarsi nel lavoro di stesura brani e produzione è Alessandro Del Vecchio, per questa occasione appoggiato nuovamente da un team di musicisti di elevata professionalità, tra cui spicca l’eccellente Simone Mularoni dei romani DGM.

Il risultato è quindi estremamente buono per ciò che concerne la qualità esecutiva e la confezione di suono, ma, con tutto questo, “Run With The Pack” rimane un lavoro totalmente legato a schemi di genere ben stabiliti che altri artisti sono in grado di rendere meglio e con maggiore efficacia o personalità di quanto faccia la pur preparata Issa.

Il songwriting è infatti privo di particolari novità e ogni canzone insegue, senza dubbio in modo del tutto volontario, una qualche cliché stilistico, che passa da, rari, momenti più hard rock come la title track o “Closer To You”, ad altri totalmente in linea con il più classico AOR, come “Am I Losing You” e “How Long”. Molte sono anche le canzoni di grande respiro melodico, come la pop oriented “The Sound Of Yesterday” o la ballata conclusiva “Everything To Me”. Alcune di queste, ad esempio “Irreplaceable” e “Bittersweet”, sono ben caratterizzate da un retrogusto malinconico che ci pare essere la miglior arma interpretativa a disposizione della singer scandinava.

La linea vocale più accattivante è pero quella di “Sacrifice”, merito certamente bel duetto con il magnifico Deen Castronovo e senza dubbio il bel sound delle chitarre in alcuni soli e qualche intervento ben calibrato delle tastiere sono punti di buona riuscita che impreziosiscono brani a volte davvero troppo scontati. Un po’ troppo poco però per esaltarsi. “Run With The Pack” rimane un buon disco di genere, ma nulla più di ciò.

 

Voto recensore
6,5
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Am I Losin' You 02. Run With The Pack 03. Sacrifice Me 04. How Long 05. The Sound Of Yesterday 06. Come Back Again 07. Talk To Your Heart 08. Bittersweet 09. Closer To You 10. Irreplaceable 11. Everything To Me

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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