Centurion – Recensione: Invulnerable

Dopo tre anni di assenza i Centurion sfornano con ‘Invulnerable’ il loro quarto album ed il primo con la Dragonheart Racords, dopo una prima parte della carriera a fianco della Scarlet.

Il nuovo album fa segnare un ulteriore passo verso un sound che abbraccia sempre di più il classic metal della tradizione più “cadenzata” e pesante.

Pochi sono i brani del nuovo CD in cui il gruppo indulge in accelerazioni forsennate; uno dei pochi esempi di tracce speed che rimangono nel sound della band italiana è ‘Man Of Tradition’, che risulta anche uno dei brani migliori del lotto.

Si può quindi dire che i tempi di ‘Hyper Martirum’ siano definitivamente conclusi. Nel nuovo corso dei Centurion acquisisce un’importanza maggiore anche la linea ritmica, sempre in prima linea, con il basso di Andrea Mandolesi che “dà le carte” in quasi tutti i brani (basti sentire la linea di basso sempre protagonista di ‘Man Of Tradition’.

A sorpresa, nella tracklist, troviamo poi un pezzo lento ed epico come ‘Standing In The Ruins’, che colpisce grazie ad un’enfasi drammatica veramente profonda che trasmette, grazie anche alla performance di Germano Quintabà al microfono. Purtroppo non si può dire la stesa cosa di altri brani, quali il lento ‘Transcendence’, in cui l’approccio di Germano è decisamente esagerato e stridente… e finisce per rovinare il pezzo. Molti altri pezzi dell’album risentono un po’ di quest’approccio poco preciso o comunque non calibrato fra la fase più estrema del passato ed una ricerca della melodia che sembra ancora largamente imprecisa.

La classe del gruppo c’è tutta e gli assoli di Luciano e Fabio (chitarristi) sono sempre impeccabili (veramente ottimi quelli di ‘Invulnerable’ e ‘Procreation To High) ed i punti di riferimento dei nostri sono sempre altisonanti (Judas Priest, Accept, Metal Church…) ma purtroppo in troppi casi i brani sembrano poco efficaci; esempio principe la titletrack, che presenta un chorus veramente spento. Nel complesso il CD è un buon prodotto di heavy metal che i fan della band sapranno apprezzare ma credo che per i neofiti sia decisamente meglio ascoltare l’opera prima di acquistarla.

Voto recensore
6
Etichetta: Dragonheart / Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist:

01. The Forge (Intro)

02. Virtus

03. Man Of Tradition

04. Procreation To High

05. Invulnerable

06. Standing On The Ruins (The Doctrine Of Revival)

07. New Freedom

08. Eternal Return

09. Riding The Tiger

10. Soul Deliverance

11. Transcendence


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