Nightingale – Recensione: Invisible

Dan Swanö non si ferma mai. Dopo il ritorno degli Edge Of Sanity nel 2003 e le uscite di quest’anno con Bloodbath e Ribspreader, il factotum svedese pubblica il successore del buonissimo ‘Alive Again’ insieme ai suoi Nightingale. La passione di Swanö per l’hard rock a cavallo tra anni ’70 ed ’80 brilla più che mai tra i dieci brani di ‘Invisible’, che si apre e chiude alla grande con le convicenti ‘Still Alive’ e ‘Stalingrad’. Sempre presente l’infarinatura neo-prog rock, mitigata però da un’attitudine più "ignorante" e calda. Molto curate le melodie, che vanno dagli echi dei Whitesnake dell’opener all’AOR di ‘Atlantis Rising’. Che Swanö sia un musicista dotato di buon gusto non lo scopriamo di certo oggi, ma fa sempre piacere avere delle conferme da arrangiamenti ben costruiti, di impatto e fruibili con immediatezza. Ottima anche l’intesa e la collaborazione con Tom Nouga (altra mente principale dei Nightingale), come ci dimostrano la ballad acustica ‘The Wake’ e la più ricercata ‘One Of The Lonely Ones’, brano davvero avvincente e dinamico per la sua miscela di hard rock e prog sinfonico.

Un disco, questo ‘Invisible’, che non ha nulla di rivoluzionario, apocalittico o sensazionale, vero, ma che saprà far ottima compagnia per 45 minuti scarsi ai fan di Swanö e dell’hard rock raffinato e melodico.

Voto recensore
7
Etichetta: Black Mark / Audioglobe

Anno: 2004

Tracklist: 01. Still Alive
02. Invisible
03. A Raincheck On My Demise
04. Atlantis Rising
05. To The End
06. Misery
07. The Wake
08. One Of The Lonely Ones
09. Worlds Apart
10. Stalingrad

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