Holy Martyr – Recensione: Invicible

Terzo album per gli Holy Martyr che, spostatisi dalla Sardegna a Milano nel 2008, decidono un altro importante cambiamento e abbandonano (almeno per questo album) le tematiche legate alle civiltà elleniche per parlare della storia e delle imprese degli eroi giapponesi del passato più antico (ad esempio il daymio giapponese celebrato in “Takeda Shinchen”) e recente (“Iwo Jima”), senza dimenticare l’influenza dei film di Akira Kurosawa (in “Zatoichi”, “Kagemusha” e anche “Shichinin No Samurai”, ossia il notissimo film “I sette samurai” a cui si ispirò anche l’epico western “I magnifici sette”).

Come sempre la band ci ha abituato ad accompagnare il contenuto lirico dei propri lavori ad un artwork consono e coerente; non è da meno in questo caso la cover di “Invincible” che raffigura due combattenti in puro stile orientale.

Va poi detto che i nostri non deludono affatto anche e soprattutto dal punto di vista del songwriting e dell’esecuzione, mettendo a segno otto pezzi più due intro strumentali di grande spessore che faranno la gioia di tutti gli amanti dell’epic metal più classic oriented.

Si parte con “Invincible” che rappresenta una Holy Martyr version della classica cavalcata Iron Maiden per passare a “Lord Of War”, un pezzo violento e veloce (forse uno dei più tosti del gruppo) che strizza l’occhio a ritmiche thrash. Il primo impatto con l’epic old style si ha con “Ghost Dog” in cui i cori diventano preponderanti così come la prova al microfono di Alex Mereu, davvero ottimo (forse il suo lavoro meglio riuscito sino ad ora).

Con l’intro “The Soul Of My Katana” abbiamo modo di ascoltare qualche tratto di musica giapponese che ci porta al racconto delle imprese dei sette samurai in “Shichinin No Samurai”, brano ancora una volta convincente, introdotto dal basso furente di Nicola Pirroni (sempre posto in bella mostra).

“Takeda Shinchen” torna ad accelerare riportandoci su lidi vicini allo speed, fatto salvo per il coro da anthem. Si chiude con una triade di brani eccelsi. Iniziamo con “Kagemusha”, che vede anche la partecipazione di Roberto Tiranti (nella fase centrale, lenta e riflessiva), brano epico cadenzato di lunga durata (oltre otto minuti), imperniato sul marziale riffing di chitarra di Ivano Spiga ed Eros Melis. “Sekigara” torna ad alzare il tiro con ritmiche serrate e una prova aggressiva di Alex Mereu alla voce, mentre la conclusiva “Zatoici” si propone come un robusto brano di heavy (linea ritmica in grande evidenza, sia per la batteria di Daniele Ferru che per il basso di Nicola Pirroni) che lascia filtrare dosi controllate di melodia mai melensa.

“Invincible” convince anche dal punto di vista della produzione, aggressiva al punto giusto.

In conclusione possiamo affermare che fan dell’epic metal possono andare a colpo sicuro con questo CD, facendo presente che gli Holy Martyr hanno reso più massiccio e cattivo il loro sound.

Voto recensore
8
Etichetta: Dragonheart Records

Anno: 2011

Tracklist:

01. Iwo Jima
02. Invincible
03. Lord Of War
04. Ghost Dog
05. The Soul Of My Katana
06. Shichinin No Samurai
07. Takeda Shinchen
08. Kagemusha
09. Sekigara
10. Zatoici


Sito Web: http://www.holy-martyr.com

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