Hellstorm – Recensione: Into The Mouth Of The Dead Reign

Nonostante non abbiamo mai riscosso il dovuto successo tra gli headbangers della penisola i lombardi Hellstorm non sono proprio gli ultimi arrivati. La band è attiva sin dal 1997, e al 2003 risale la loro ultima uscita con l’album “The Legion Of The Storm”.

Nove anni di distanza insomma, anni che è valso totalmente la pena aspettare poiché la band nel frattempo ha affinato la tecnica e affilato le lame e torna a colpire con ferocia il panorama italiano e non fa sconti a nessuno.

La rabbia del quartetto milanese si esprime in un thrash metal old school con qualche venatura death metal, sulla falsa riga di quanto Kreator, Sodom o i colleghi Whiplash avevano fatto in passato.

Dopo “Some Flowers In The Graveyard”, intro di rito, esplode “Dead Walk” che arriva come una mazzata velocissima dritta sui denti dell’ascoltatore, che ancora intontito viene trascinato da “Deepest Night” e soprattutto dalla seguente “Corpsehunter” in un vorticante pogo spaccaossa. La quinta traccia “Wicked Mirror” è forse la migliore dell’intero album: massiccia, diretta ed adrenalinica in cui si denota anche una notevole evoluzione della band dal punto di vista del songwriting, per nulla piatto e banale.

Riprendiamo il fiato (si fa per dire) con “Into The Mouth Of The Dead Reign”, track che da il titolo all’album, più ritmata e articolata delle altre ma non altrettanto potente.

Segue la traccia “Logan Dr. Frankenstein” di nuovo aggressiva e feroce, che non intende fare prigionieri, cui segue “Golden Cage”, forse una traccia più scontata ma comunque d’effetto.

Con “Fast, Evil & Raging” la band esprime al meglio la propria essenza, prima di dirci addio con l’outro melodico “Journey To North” che chiude il circolo di aggressività e violenza sonora.

Nell’intero album il singer Hurricane Master mostra tutto il suo talento in uno scream potente, furioso, che talvolta ricorda Flegias dei nostrani Necrodeath, senza risultarne una copia in quanto ben variegato e assolutamente non monocorde. Anche Hypnos alle sei corde si muove bene, sferra riff serrati e ben strutturati, con assoli fulminanti Slayer-oriented senza però essere atonali o ignoranti, così come Phobos tiene insieme i brani dietro le pelli con ritmiche compatte e martellanti.

“Into The Mouth Of The Dead Reign” non è nulla di tecnico, ricercato o di originale, ma funziona bene, colpisce e coinvolge con il suo thrash ottantiano sudato e onesto, che non cade affatto nella clonazione e non deluderà gli appassionati.

 

Voto recensore
7,5
Etichetta: Punishment 18 Records

Anno: 2012

Tracklist:

01. Some Flowers in the Graveyard
02. Dead Walk
03. The Deepest Night
04. Corpsehunter
05. The Wicked Mirrors
06. Into the Mouth of the Dead Reign
07. Logan (Dr. Frankenstein)
08. Golden Cage
09. Fast, Evil & Raging
10. Journey to North


Sito Web: http://www.hellstorm.it/Splash.html

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