Bigelf – Recensione: Into The Maelstrom

Dopo varie vicissitudini ecco che ritornano gli indefinibili Bigelf di Damon Fox. Attivi dal 1991, hanno in realtà dato alla luce soltanto tre lavori, l’ultimo dei quali, “Cheat The Gallows”, datato 2008 e pubblicato dalla Custard Records di Linda Perry (ricordate le 4 Non Blondes? Sì, proprio lei). Nel 2010 la band si è esibita per due volte in Italia, e chi c’era non potrà non essere rimasto impressionato dal talento e dall’istrionismo del leader. Polistrumentista, ossessionato dai Beatles e dalla psichedelia, Fox su “Into The Maelstrom” suona tutti gli strumenti a parte il basso, dove troviamo Duffy Snowhill, e la batteria, registrata dall’amico di lunga data di Mike Portnoy. Proprio a Portnoy, a quanto pare, si deve lo sblocco dell’impasse e la pubblicazione di “Into The Maelstrom”.

La maniera migliore per descrivere questo lavoro, non diversamente dagli altri, è quella di un viaggio. Un viaggio in un universo sonoro folle e caotico, eppure al tempo stesso perfettamente logico nelle linee melodiche di fondo, che pescano a piene mani dal passato e lo fanno con gli strumenti di allora, su tutti il mellotron. Beatles ma anche Pink Floyd e King Crimson sono i vaghi punti di riferimento, ma il segreto è lasciarsi prendere e guidare da Fox nel suo personalissimo percorso, senza farsi troppe domande. Dopo l’opener “Incredible Time Machine” (acronimo ITM, come “Into The Maelstrom”…) la progressione melodica di “Hypersleep” riporta in primissimo piano, pulsante, il classico suono vintage dei Bigelf, che non è cambiato di una virgola. Per fortuna. Il drumming potente e (positivamente) non controllato di Portnoy conferisce indubbiamente una marcia in più alla band ma non la snatura affatto, in questo come in altri frangenti. “Already Gone” ha suggestivi echi beatlesiani che diventano palesi in “Theater Of Dreams”, mentre pezzi come “Alien Frequency” danno voce al lato più folle e psichedelico di Damon Fox. “Mr. Harry McQuhae” e “High”, con i suoi emozionanti giri di chitarra, sono in qualche maniera legati e dedicati alla scomparsa, nel 2001, del chitarrista A.H.M Butler-Jones, e sono forse i pezzi più emozionanti del lotto. Alcuni vocalizzi di “Edge Of Oblivion” richiamano, pur con le dovute proporzioni, quelli di Freddie Mercury, e in effetti pure sprazzi di Queen, a ben ascoltare, fanno capolino fra le pieghe del Bigelf-sound. “ITM”, con le sue massicce dosi di mellotron, è la chiusura più efficace al viaggio nel cosmo dei Bigelf. Un viaggio irregolare ed imperfetto, ma tutto da vivere.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Inside Out

Anno: 2014

Tracklist:

01. Incredible Time Machine
02. Hypersleep
03. Already Gone
04. Alien Frequency
05. The Professor & The Madman
06. Mr. Harry McQuhae
07. Vertigod
08. Control Freak
09. High
10. Edge Of Oblivion
11. Theater Of Dreams
12. ITM


Sito Web: http://www.bigelf.com/

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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  1. Andrea Del Prete

    Volevo segnalare che di album ne hanno già pubblicati quattro e questo è il quinto.

    Reply

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