Infection Code – Recensione: Intimacy

Il processo di evoluzione degli Infection Code continua senza sosta. Il loro lento avvicinarsi a territori post-core ha finalmente trovato compimento in questo ‘Intimacy’, successore dopo poco piu’ di due anni del precedente ‘Sterile’ del quale, come detto, prosegue il viaggio verso il post-core piu’ evoluto.

Il classico post-it di copertina richiama a Neurosis, Today Is The Day e compagnia urlante, ma si sente fortemente l’impronta della band italiana che riesce a dare un connotato particolare alle canzoni qui presenti, in particolar modo la cover dei Nirvana, ‘Heart Shaped Box’.

La scelta dei suoni, la produzione (affidata alle sapienti mani di Billy Anderson, all’opera con Crisis e Eyehategod solo per citarne alcuni), la struttura dei brani e le partiture vocali sono tutte studiati per aumentare il livello di angoscia e claustrofobia presente nel disco. Il risultato qualche volta e’ egregio, qualche volta meno, soprattutto quando la band non riesce a focalizzare ed incanalare al meglio i sentimenti che la animano. Rimane uno dei pochi difetti di un disco che, nonostante necessiti diversi e ripetuti ascolti, puo’ dare grandi soddisfazioni.

Voto recensore
7
Etichetta: Beyond Production - Masterpiece

Anno: 2007

Tracklist: 01. (E)motionless
02. Sweet Taste Of Sickness
03. Bleeding
04. A Perfect Failure
05. The Man And His Silence
06. Heart Shaped Box
07. Cold Surface
08. Slumber

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