Stratovarius – Recensione: Intermission

Non hanno mai proposto effettivamente nulla di nuovo, così durante il periodo sabbatico che li vedrà assenti dalle scene con il monicker della band madre, gli Stratovarius propongono ai loro fans qualcosa che può essere in qualche modo interessante. Ovviamente, completisti e criticoni non saranno d’accordo sull’esclusione di alcune rarità in favore di altre, sta di fatto che quattro canzoni sono inedite, rimaste fuori anche da ‘Infinite’, ora giunte al compimento. Ovvio che, come il resto, non aggiungano nulla di nuovo nel panorama del metallo e nel repertorio degli Stratovarius. Ovvio anche il fatto che per gli intransigenti estimatori del gruppo le chicche ci sono. Segue un corollario fra cover, canzoni apparse su compilation o come bonus tracks nelle lussuose edizioni limitate o giapponesi. Alla fine ci risentiremo nel 2003, chissà se qualcosa sarà cambiato (di certo, il titolo della raccolta rubato ad un mini album live di Ronnie James Dio diventa almeno fonte di battute esilaranti). Sapete cosa vi aspetta, nel bene o nel male. Se non altro, la prima stampa viene offerta con una confezione quantomeno diversa dal solito (lo so che lo avevano già fatto i Living Colour e tantissimi altri, ma non giriamo mica il coltello nella piaga!).

Etichetta: Nuclear Blast/Audioglobe

Anno: 2001

Tracklist:

Will My Soul Ever Rest In Peace

Falling Into Fantasy

The Curtains Are Falling

Requiem

Bloodstone

Kill The King

I Surrender (live)

Keep The Flame

Why Are We Here?

What Can I Say

Dream With Me

When The Night Meets The Day

It’s A Mistery

Cold Winter Night

Hunting High And Low (live)


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