Enshadowed – Recensione: Intensity

Cercavate l’archetipo di come non comporre un album?

Sono fermamente convinto che prestando orecchio al presente platter potrete esclamare soddisfatti la famosa espressione archimedea “eureka, eureka!”.

Gli ellenici Enshadowed convogliano tutto il piattume del più bieco black-death, riuscendo altresì a non esporre neppure un’idea decorosa nella mezz’oretta scarsa (per fortuna) data loro a disposizione per espletare i loro loschi intenti che, a quanto pare, sussisterebbero nell’ aggredire frontalmente l’ascoltatore. Quest’ultimo, già visibilmente provato dalle lancinanti risa provocate solamente dai soliti, esilaranti war-name che i nostri sfoggiano con fiero orgoglio (con Disastropheus l’apice d’ilarità raggiunge picchi incalcolabili) e di cui abbiamo tutti ricolme le sacrosante bisacce, non potrà che essere tramortito da una tracotante uggia con conseguente effetto di narcolessia fulminante e permanente.

Unico pregio potrebbe appunto essere quello di coadiuvare l’assopimento a pazienti affetti da evidenti disturbi di insonnia cronica…

Che gli Enshadowed siano stati creati in laboratorio da qualche medico ‘alternativo’ per risolvere l’annoso problema e contrastare il dominio delle case farmaceutiche, delle benzodiazepine e degli antidepressivi triciclici?

Voto recensore
1
Etichetta: Black Lotus / Audioglobe

Anno: 2003

Tracklist: 01. The fire burns
02. Sunya bindu
03. Mental irruption
04. Obvious inexistence
05. Purity's failure
06. Horrenda nox
07. Requiem of hatred (jesus christ cage part2)
08. The fire goes out

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