Nightmare – Recensione: Insurrection

Trent’anni sulle scene e non sentirli. I francesi Nightmare festeggiano con “Insurrection” il trentennale della propria carriera, confermando di essere una band sempre verde e, mai come in questo momento, in splendida forma. Joe Amore e soci restano fedeli al power metal, nel senso più eterogeneo del termine, per riuscire a soddisfare il palato di un pubblico eterogeneo. I vecchietti si esalteranno ad ascoltare l’opener “Eternal Winter” in pieno Judas style, mentre i defenders del nuovo millennio apprezzeranno maggiormente le song più vicine al power tedesco di Helloween e Rage (“Legions Of The Rising Suns”). L’abilità dei Nightmare sta nello scrivere canzoni dirette, poggiate su riff di chitarra thrash (sulla falsariga degli Iced Earth) che esplodono in refrain melodici e ficcanti tipici del metal classico. Non chiedete, però, ai transalpini di essere originali o di lanciarsi in conturbanti arrangiamenti sinfonici, come nel vecchio “Cosmovision”, perché la loro ricetta prevede solo la sostanza, senza alcun contorno. L’intero “Insurrection” si assesta su buoni livelli, senza particolari cadute di tono (il picco compositivo è l’oscura “Cosa Nostra”), per una band sincera ed un album che sfreccia come un proiettile nell’aria, aiutato da una produzione potentissima.

Voto recensore
6
Etichetta: AFM Records / Audioglobe

Anno: 2009

Tracklist: 01. Eternal Winter
02. The Gospel Of Judas
03. Insurrection
04. Legions Of The Rising Suns
05. Three Miles Island
06. Mirrors Of Damnation
07. Decameron
08. Target For Revenge
09. Cosa Nostra
10. Angels Of Glass

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