Innerwish – Recensione: InnerWish

“Innerwish” è il quinto album dell’omonima christian power band greca che raggiunge con questa release una significa tappa nella propria carriera ed anche per questo motivo (forse) decide di auto-dedicarsi il titolo del CD. I nostri potrebbero aver fatto tale scelta anche perché son passati ben sei anni dal precedente “No Turning Back” e di conseguenza, avendo cambiato anche due membri del gruppo (il batterista Terry Moros e il cantante Babis Alexandropoulos hanno lasciato rispettivamente nel 2010 e nel 2011), i nostri hanno voluto intendere l’album come un nuovo inizio.

Va subito precisato che il nuovo singer George Eikosipentakis non fa rimpiangere il predecessore e si trova subito a suo agio nel songwriting massiccio e potente dei greci, come emerge nel cadenzato “Rain Of A Thousand Years”, uno dei migliori brani dell’album, che arriva al suo apice in un coro (ottimi backing vocal) che lascia intravedere anche il gusto del tastierista Georgios Georgiou.

Gli InnerWish mischiano alla perfezione il sound tedesco di band come Iron Savior/Grave Digger a quanto proposto da alcuni ottimi gruppi statunitensi come i Bloodgood, anche per la sapiente dose di melodia che i nostri sanno inserire in ogni traccia.

Il lato più melodico dei nostri emerge ad esempio in brani come il delizioso “Needles In My Mind”, che inizia con un’ipnotica e dolcissima chitarra acustica per svilupparsi in un brano che privilegia l’uso sapiente della voce di George Eikosipentakis; citiamo anche la ballad “Cross The Line” che si sviluppa interamente in acustico. Ancora sul lato più meditativo inseriamo la cadenzata “Serenity”, dal gusto vagamente Kamelot e l’ottima e conclusiva “Tame The Seven Seas” che ricorda i pezzi più epici di Dio (non considerando il notevole uso di tastiere e cori).

Non mancano in ogni caso anche i brani più robusti in cui il riffing della coppia Manolis Tsigos/ Thimios Krikos gioca un ruolo centrale, a partire dall’opener “Roll The Dice”, la quasi speed “Broken” o ancora la rocciosa “Machines Of Fear” in cui le chitarre costruiscono un muro di suoni davvero efficace per un brano imprevedibile.

Nel complesso “InnerWish” riporta l’omonima band greca al buon livello che avevamo già conosciuto e riconferma tutte le sue qualità espressive.

 

Innerwish - Innerwish

Voto recensore
7
Etichetta: Ulterium Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Roll The Dice 02. Broken 03. Modern Babylon 04. Machines Of Fear 05. Needles In My Mind 06. My World On Fire 07. Rain Of A Thousand Years 08. Serenity 09. Sins Of The Past 10. Through My Eyes 11. Zero Ground 12. Cross The Line 13. Tame The Seven Seas
Sito Web: http://www.innerwish.gr/

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