Inglorious – Recensione: Inglorious

Pubblicare un debut album con il botto, quindi un lavoro di livello superiore alla media, è sempre positivo ma da un certo punto di vista è anche una responsabilità. Gli Inglorious si trovano esattamente in questa situazione, con un disco omonimo che è riuscito a superare i rigidi controlli qualità da parte della Frontiers Music, ma che ora dovranno dimostrare che quanto sentito in studio trova poi corrispondenza nella realtà. Non parliamo in questo caso solo della bravura dei musicisti o della voce carismatica del frontman Nathan James, che abbiamo già visto in azione con Uli Jon Roth e la Trans-Siberian Orchestra. I brani degli Inglorious, infatti, hanno un qualcosa di magico e trascinante, sia che si tratti di pezzi veloci come la scatenata “Breakway“, sia che incrociamo sulla nostra strada brani più lenti e sofferenti come “Holy Water” o “Bleed For You“, e questo tratto è un elemento imprescindibile per loro, per permettergli di attirare la nostra attenzione e di mantenerla vigile dall’inizio alla fine del disco.

Il disco si snoda in un buon equilibrio tra brani veloci e brani lenti, mantenendosi costantemente direzionato su un hard rock melodico e con forti influenze nei classici del genere. La solita ottima produzione che contraddistingue tutti i prodotti targati Frontiers non fa che accentuare le qualità dei brani e della band, dove Nathan James ha un ruolo fondamentale per la sua voce, ruvida e graffiante come la carta vetrata, anche se questo non è l’unico elemento portante. Sono infatti da evidenziare le brevi ma incisive parti strumentali, che dialogano a più riprese con la voce, ad esempio in “You’re Mine“, un pezzo non particolarmente veloce che viene impreziosito da un riff portante pieno di energia e da un paio di acuti al microfono di tutto rispetto. In sintesi, i brani degli Inglorious hanno una marcia in più di molte altre uscite dello stesso genere per quel qualcosa di selvaggio, di lasciato allo stato brado, che li rende splendenti come un diamante grezzo; sono una band che deve essere ancora “incanalata” del tutto all’interno di un genere, ed è proprio questo a renderli così affascinanti. Ecco dove sta la responsabilità di cui parlavamo all’inizio: sarà possibile che riescano a conservare questo stato così particolare anche nei lavori successivi e, soprattutto, in sede live? Chi li ha visti di spalla ai The Winery Dogs probabilmente si è già fatto un’opinione; per gli altri, c’è sempre il Frontiers Festival ad aprile.

inglorious

Voto recensore
7,5
Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2016

Tracklist: 01. “Until I Die”

02. “Breakaway”

03. “High Flying Gypsy”

04. “Holy Water”

05. “Warning”

06. “Bleed For You”

07. “Girl Got A Gun”

08. “You’re Mine”

09. “Inglorious”

10. “Wake”

11. “Unaware”
Sito Web: https://www.facebook.com/WeAreInglorious/?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Fabrizio

    Li ho visti in concerto a Londra insieme ai The Winery Dogs… Devo dire che mi hanno fatto un’ottima impressione…trascinanti, energici, sono davvero una grande promessa… comprerò il loro debut album e spero di rivederli dal vivo…

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