Origin – Recensione: Informis Infinitas Inhumanitas

Informis Infinitas Inhumanitas”, insieme ad una manciata di altri album, ha cambiato il volto e il modo di approcciare la musica tecnica estrema dei primi anni 2000. Gli Origin sono alla loro seconda uscita dopo l’album omonimo Origin pubblicato due anni prima, e vedono tra le loro file una line up che cambierà poco nel tempo: Paul Ryan e Jeremy Turner alle chitarre, John Longstreth alla batteria, Mike Flores al basso e James Lee alla voce.

Forse rispetto ai cd venuti dopo questo contiene ancora un’attitudine più seminale, diretta e grezza che pian piano verrà a mancare. Infatti, già col successivo Echoes Of Decimation avremo l’incoronazione di Paul come re degli sweeps, mentre bisognerà aspettare Antithesis per la scalata alla vetta dei drummer più esasperati di mr Longstreth, anche se qui  non si può negare che abbia fatto il “botto”.

Quello che ha sempre caratterizzato gli Origin è il drumming stile mitragliatrice, che lascia senza fiato, un riffing evocativo ed originale che rimane inchiodato nella memoria anche se non troppo lezioso, stacchi e cambi di tempo a manciate, delle bellissime linee di basso e un growl non oltranzista che veniva e viene farcito qui e li con un po’ di screaming. Ciò che non è mai venuta a mancare anche nelle uscite successive, ma che forse si è solo affinata, è l’attenzione e l’inserimento di richiami alla vecchia scuola americana, un’interesse mai morto per Ryan e che lo accompagnerà sempre di più nel riffing disco dopo disco.

“I I I” è un cd organico, coerente che lascia poco tempo per pensare; dà un’energia e delle sensazioni difficilmente eguagliabili. Basti pensare al cavallo di battaglia dei ragazzi del Kansas che chiude ogni loro concerto, “Portal”, quinta traccia dell’album,veramente di grande impatto: a chi non è mai voglia di spaccare tutto dopo averla sentita? Ma è “Larvae Of The Lie” ad iniziare un canale di spregiudicata violenza che termina solo con l’epica “Implosion Of Eternity”. Che dire dei bellissimi riff che si susseguono in “Perversion Of Hate” supportati da un’incredibile quanto consistente blast? Come commentare due canzoni come “Mental Torment” e “Insurrection” ricche di cambi e ed intrise di brutalità?

OUn disco da consumare senza interruzioni, lasciandosi trascinare dal turbinio di rabbia, ferocia e tecnica che viene qui offerto: ne vale la pena.

Etichetta: Relapse

Anno: 2002

Tracklist:

01.Larvae Of The Lie
02.Inhuman
03.Awaken The Suffering
04.Perversion Of Hate
05.Portal
06.Meat For The Beast
07. Mental Torment
08. Insurrection
09.Implosion Of Eternity


Sito Web: www.facebook.com/Origin?ref=ts&fref=ts

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