Ghost B.C. – Recensione: Infestissumam

Riecco quei pazzi mascherati dei Ghost. La compagine svedese, sempre al centro dell’attenzione, sin dalla pubblicazione del convincente esordio “Opus Eponymous” (2010), sia per ragioni musicali (singoli, video, collaborazioni) che squisitamente mediatiche (la controversa omonimia che gli è valsa il suffisso B.C, le gag sull’elezione del nuovo Papa), taglia finalmente il traguardo del secondo album col nuovissimo “Infestissumam” (lat: ostile).

La ricetta di Papa Emeritus II e dei suoi fidi Nameless Ghouls è sempre la stessa: teatrale e bombastico heavy metal, garbatamente anticlericale e innocuamente occulto. Eredi diretti di quella tradizione rock spettacolare, scenografica e intrattenitiva che ha fatto la fortuna di gente come Alice Cooper, King Diamond, i nostrani Death SS e finanche gli stessi Kiss, i Ghost riscattano quel gusto senza tempo per il puro divertissement ammantato di tenebre e horror, che tanta parte ha nella formazione e nella cultura di ogni buon metallaro.

E laddove “Opus Eponymous” si concludeva con la nascita dell’Anticristo (“Genesis”), su “Infestissumam”i Ghost continuano a narrarne le vicende, nel loro ormai proverbiale e bizzarro mondo alla rovescia, popolato da gigolò biblici (la spassosa “Jigolo Har Megiddo”), regine zombie (la pseudo-ballad “Ghuleh / Zombie Queen”) e liturgie sataniche in salsa gospel metal (“Per Aspera Ad Inferi”, “Year Zero”). Dopotutto stiamo parlando di una band che non ha problemi a piazzare come B-side del vinile “Secular Haze“ la bella cover degli Abba “I’m A Marionette“ (realizzata con un certo Dave Grohl alla batteria), tanto per ribadire i contorni certamente faceti di tutta la vicenda.

Ciò nonostante, venendo al lato prettamente musicale, la band di Linköping (teatro delle riprese video di “Secular Haze“, diretto da Amir Chamdin) ci sa fare dannatamente bene, e riesce a tenere sempre vivo il fuoco del groove, indispensabile per le loro composizioni anthem da stadio. Semplicità, immediatezza e melodia sono ancora le parole d’ordine dettate da Papa Emeritus II al conclave dei suoi strumentisti, che sostengono prontamente la sua appariscente e pomposa performance, ovviamente in primo piano, sia sul palco che nel mixer.

“Infestissumam”, prodotto da Nick Raskulinecz e distribuito dalla Universal, conferma quindi alla grande tutte le positive qualità mostrate all’esordio, alzando ancor di più la posta in gioco: bigger, louder… ghost(er).

Voto recensore
7,5
Etichetta: Loma Vista Recordings / Universal

Anno: 2013

Tracklist:
01. Infestissumam 01:42
02. Per Aspera Ad Inferi 04:09
03. Secular Haze 05:08
04. Jigolo Har Megiddo 03:59
05. Ghuleh / Zombie Queen 07:29
06. Year Zero 05:51
07. Idolatrine 04:24
08. Body And Blood 03:43
09. Depth Of Satan's Eyes 05:26
10. Monstrance Clock 05:53

Sito Web: http://www.facebook.com/thebandghost

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