Silent Force – Recensione: Infatuator

D.C. Cooper una volta era il singer dei Royal Hunt (e non ce ne voglia il signor Anderson che dei danesi in oggetto è il boss, ma crediamo che proprio al cantante americano si debba gran parte dell’irripetibile fortuna di ‘Moving Target’), oggi è il frontman dei Silent Force, sono dati di fatto, l’altro dato di fatto e che tra le due formazioni i punti di contatto si fermano qui. I Silent Force sono da ogni punto di vista una formazione power metal di quello tosto (gli Hunt avevano una natura decisamente più hard rock) e fin dall’opener ‘Infatuator’ si capisce come il punto di riferimento della formazione tedesca siano i Judas Priest. Non a caso alla chitarra troviamo Alex Beyrodt, ex Primal Fear (in cui canta un certo Ralf Scheepers il miglior cantante che i Judas non abbiano mai avuto) ed ancor meno casuale ci sembra la presenza della cover di ‘All Guns Blazing’. Il punto centrale dell’album è la trilogia di quindici minuti incentrata sull’impero romano (‘Cena Libera’, ‘Gladiator’ e ‘The Blade’). I tre brani sono un chiaro esempio dello stile della band in cui velocità e potenza non abbandonano mai la melodia, secondo una ricetta tipicamente tedesca mitigata solo a tratti dalla presenza di un singer di provenienza americana. ‘Infatuator’ non è però un disco completamente uniforme. Alle violente accelerazioni dei brani i apertura si contrappongono alcuni passaggi di maniera un po’ meno efficaci che alla fine non fanno che allentare la tensione di un album che non mantiene del tutto ciò che promette. Cooper è da sempre più un cantante rock che metal e certe aperture melodiche finiscono ammorbidire un po’ troppo un tono che altrimenti sarebbe decisamente più sostenuto, soprattutto grazie alla velocità della sezione ritmica e di certi riff al fumicotone. ‘Infatuator’ alla fine vive di alcune fiammate veramente notevoli, ma manca di continuità e più spesso ripiega su soluzioni piuttosto scontate, soprattutto nei passaggi volutamente epici. Un lavoro che crediamo interlocutorio in attesa di finire il rodaggio della band che forse deve ancora trovare un suo equilibrio ottimale.

Voto recensore
6
Etichetta: Massacre/Self

Anno: 2001

Tracklist: Infatuator
Fall To Oblivion
Hear Me Calling
Promised Land
We Must Use The Power
All Guns Blazing
Trilogy: Cena Libera – Gladiator – The Blade
Last Time
World Aflame
In My Arms Northern Lights
(Video per PC) See Beyond

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