Tears Of Anger – Recensione: In The Shadows

Si definiscono come “metal melodico con influenze progressive”, gli svedesi Tears Of Anger, gruppo nato all’inizio degli anni Novanta dall’idea dei fratelli Benny e Bjorn Jansson, alla loro seconda uscita. Definizione esattissima, che potrebbe completarsi con l’aggiunta, dopo la parola “melodico”, di “un po’ banale”. C’è un sapore di già visto che avvolge l’ascoltatore già dalla copertina, con una testa di mostro che ricorda da vicino, anche se con tinte diverse, quella che appariva sulla copertina di ‘Brave New World’ dei Maiden. I dodici brani hanno comunque qualche sprazzo di buona idea, e risultano maggiormente efficaci nei momenti melodici, lenti ma non melensi e arricchiti da parti vocali interessanti, e negli intermezzi strumentali, che strizzano l’occhio con dovuta misura al genere già proposto da Malmsteen, come capita ad esempio nel brano di apertura, ‘In The Shadows’ o in ‘Sell My Soul’; in questi casi, la chitarra ha modo di dare prova delle sue potenzialità e anche le tastiere, pur restando in un registro sonoro per niente nuovo, risultano efficaci La modernità del suono si lega comunque alla tradizione del metal classico dell’Europa settentrionale, ma dà l’idea di uno studente che durante una versione di latino ha copiato un po’ dall’uno e un po’ dall’altro, i modo che alla fine si ottiene un discorso che sì, ha un senso logico e qualche frase ben azzeccata, ma che non è sufficiente per passare. Certi elementi poi, come i suoni campionati di ‘I Hate You’ che vogliono strizzare l’occhio a una modernità appena accennata e senza un senso effettivo, non solo risultano fuori luogo ma suscitano anche una punta di irritazione. Alcuni brani, come ‘Live These dreams’, risollevano il morale e permettono di capire che effettivamente c’è qualcosa di buono, ma quando si ha a che fare con ‘Scene Of The Crime’ e con ‘Tears In My Eyes’, che dovrebbero rappresentare il versante più heavy della musica dei Tears Of Anger, l’interesse non tarda a calare. Fra questo alternarsi di elementi discreti affogati nel già ascoltato più e più volte, non si può sconsigliare del tutto l’acquisto, perché in fondo non ci sono errori gravi, la produzione è ben fatta e il gruppo dimostra di saper suonare, ma non si va oltre. Per il capolavoro, passate la prossima volta.

Voto recensore
6
Etichetta: Lion Music / Frontiers

Anno: 2006

Tracklist:

01. In The Shadows
02. Spirit Running Free
03. Tears In My Eyes
04. I Hate You
05. Sell My Soul
06. Live These Dreams
07. Scene Of The Crime
08. Light Up My Fuse
09. How Will I Live
10. Full Of Lies
11. Close To The Fire
12. I’m Coming Home


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