Bloodbound – Recensione: In The Name Of Metal

Benvenuti alla fiera del pacchiano. Con una copertina del genere ed un titolo come “In The Name Of Metal”, che altro potevamo aspettarci al primo approccio del nuovo album dei Bloodbound? Per il quinto disco in carriera la band svedese si butta a capofitto nel riciclaggio dei clichè dell’heavy metal più ortodosso, tra riff di chitarra di scuola Maiden, cori melodici e ricchi di enfasi helloweeniani e terremotanti dosi di doppiacassa in Rage-style.

E il grido di battaglia della title track posta in apertura non può che far sorridere i metallers con qualche anno in più sulle spalle. Per un gruppo esperto come i Bloodbound, mi sarei aspettato per questo nuovo album un maggiore sforzo compositivo, una ricerca melodica ed una struttura delle song più ragionata, pur mantenendo intatta l’anima prettamente heavy, che ha da sempre contraddistinto i lavori passati dei nostri. Invece “In The Name Of Metal” è un pout-pourri di heavy sanguigno, con basi classiche e profondamente radicate negli anni ’80, senza dimenticare una massiccia spruzzata di power metal nelle linee melodiche. Tralasciamo pure i contenuti dei testi (“Metalheads Unite” potrebbe averla scritta Joey De Maio) per concentrarci su queste undici canzoni, che, pur suonate con spensieratezza ed energia, non aggiungono alcunché rispetto a quanto prodotto negli ultimi vent’anni dai big del genere. La rabbia e la cattiveria restano solo sulla carta e nelle apparenze, perché brani come “King Of Fallen Grace”, con il suo Strato-cembalo ad accompagnare il ritornello, o la cavalcata classica “I’m Evil”, si rifanno fin troppo smaccatamente ad hit del passato. D’altro canto, però, non possiamo ignorare la professionalità di una band, che (si e) ci diverte nel suonare un sound immediato ed ideale per l’headbanging.

I Bloodbound, a poco più di un anno di distanza dal non memorabile “Unholy Cross”, incappano in un disco riuscito solo a metà. Le componenti per piacere ad un certo di tipo di pubblico metal ci sono tutte, anche se, la frangia più esigente dei fans si sarebbe aspettata sicuramente qualcosa di più da “In The Name Of Metal”. E noi siamo sicuramente tra questi.

Voto recensore
6
Etichetta: AFM Records / Audioglobe

Anno: 2012

Tracklist:

01. In The Name Of Metal
02. When Demons Collide
03. Bonebreaker
04. Metalheads Unite
05. Son Of Babylon
06. Mr. Darkness
07. I’m Evil
08. Monstermind
09. King Of Fallen Grace
10. Black Devil
11. Bounded By Blood
12. Book Of The Dead 2012


Sito Web: http://www.bloodbound.se/

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