In Extremo – Recensione: In Extremo

Quando gli In Extremo non erano ancora estremi! Attesa a lungo dai fan, ecco finalmente la ristampa del primo autointitolato album della band, risalente all’epoca (1997) in cui il gruppo non aveva ancora imbracciato definitivamente (qualche passaggio elettrico c’è anche qui) i chitarroni e sperimentato la potenza degli amplificatori Marshall. ‘In Extremo’ presenta quindi una "normalissima" sequenza di momenti folk teutonici, suonati sì con un’energia superiore alla media, ma senza quell’elemento caratterizzante che permette alla versione attuale della band di rappresentare un qualcosa di particolare e diverso sia nell’ambito dei gruppi folk che, naturalmente, di quelli metal. Inoltre, bisogna aggiungere che, nonostante il fascino delle melodie originali (quella di ‘Touridon’ è stata anche ripresa sia dal Ritchie Blackmore di ‘Play Minstrel Play’ che da Angelo Branduardi), questa proposta primigenia del combo tedesco risulta, alla lunga, veramente troppo stancante… ottima magari per un divertente spettacolo dal vivo, ma assolutamente monotona e tediosa nella sua resa su disco. Decisamente meglio gli In Extremo attuali.

Voto recensore
4
Etichetta: Autoprod / Audioglobe

Anno: 2000

Tracklist: Intro - Ecce Rex Bandary/Pavane/Schaf Öda Nix Schaf/Touridon/Neva Ceng I Harbe/Für Bo/Quant Je Sui Mis Au Retour/Neunerle/Lulap-Como Poden/Villeman Og Magnhild

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