In Extremo – Recensione: Quid Pro Quo

Più di vent’anni di carriera alle spalle, i tedeschi In Extremo arrivano al traguardo del dodicesimo studio album con il nuovo “Quid Pro Quo”. Chi conosce le gesta dei menestrelli di Berlino, accoglierà con piacere un altro capitolo ben riuscito di commistione tra metal e folclore medievale, il sound che ha fatto la fortuna della band e oggi riproposto secondo i canoni.

Inizialmente dediti alla pura musica popolare, proposta dal vivo con tanto di giocolieri e saltimbanchi, gli In Extremo fecero il botto sul finire degli anni ’90 con quel “Weckt Die Toten!” che fu tra i primi dischi (insieme a quelli dei connazionali Subway To Sally e Schandmaul) a proporre l’ibridazione tra musica rock e metal e strumenti d’epoca, in particolare la cornamusa. Un successo che la band ha saputo mantenere negli anni con una serie di uscite più che dignitose, aggiungendo l’ulteriore ingrediente dell’elettronica nella fase mediana per poi tornare verso sonorità squisitamente folk metal.

Difficile dunque che “Quid Pro Quo” possa dire qualcosa di nuovo o giocare l’effetto sorpresa, quindi ai sette bardi non resta che puntare sull’impatto emozionale con il pezzo trascinante e canterino quanto basta a garantire divertimento e tanti ascolti. E da questo punto di vista non c’è nemmeno una virgola fuori posto, sebbene le sonorità ci sembrino u po’ più scarne rispetto all’ultimo “Kunstraub”, il platter è sanguigno e accattivante, le undici canzoni scorrono orecchiabili e non presentano cedimenti.

Tutto chiaro fin dall’opener Störtebeker“, pezzo veloce e con un refrain epico che non faticherete a ricordare, mentre le cornamuse si accompagnano come di consueto alle chitarre e alla solidissima sezione ritmica. Brano pressochè speculare, la successiva “Roter Stern” ci offre un chorus intenso e una comparsata di Hansi Kürsch, mentre la saltellante titletrack rappresenta al meglio il pezzo tipico dei nostri.

Spazio anche a momenti di maggiore modernità con Flaschenteufel” una canzone carica di groove con la chitarra grassa di Alexander Dietz e il growl di Marcus Bischoff (entrambi dagli Heaven Shall Burn), ad affiancarsi ai nostri. C’è poi l’immancabile ballad, in questo caso “Moonshiner”, delicata e sorniona al punto giusto e canzoni dove la componente folk ritaglia dei cammei più ampi (“Pikse Palve”, “Dacw ‘Nghariad”).

Tutto come da copione per una band popolarissima in madrepatria e con un buon seguito anche dalle nostre parti. Se li seguite e li apprezzate, “Quid Pro Quo” non vi deluderà.

In-Extremo-Quid-Pro-Quo-cover

 

Voto recensore
6,5
Etichetta: Vertigo Berlin

Anno: 2016

Tracklist: 01. Störtebeker 02. Roter Stern (feat. Hansi Kürsch) 03. Quid Pro Quo 04. Pikse Palve 05. Lieb Vaterland, magst ruhig sein 06. Flaschenteufel (feat. Heaven Shall Burn) 07. Dacw ´Nghariad 08. Moonshiner 09. Glück auf Erden 10. Schwarzer Rabe 11. Sternhagelvoll
Sito Web: http://www.inextremo.de/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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