Lunatic Soul – Recensione: Impressions

Progetto parallelo di nicchia questo Lunatic Soul, dove il cantante/bassista dei Riverside Mariusz Duda da qualche anno lascia fluire un flusso di coscienza particolarmente malinconico e “ambient”; “Impressions” rende ancora più minimalista ed intima la proposta dell’artista polacco che abbandona ogni velleità metal prog al songbook della band madre per soffermarsi su sprazzi di elettronica e strumenti acustici proprio come un impressionista che lascia cogliere all’osservatore/ascoltatore le sensazioni più personali e recondite.

Noi rimaniamo particolarmente legati al primo lavoro di Lunatic Soul (quello con la copertina nera per intenderci) cioè quello più legato alla band di provenienza mentre la deriva art rock percorsa da Duda ci porta un po’ troppo fuori tema (un po’ come per l’ultimo Anathema “Falling Deeper” per citare dei compagni d’etichetta); tra le varie “impressioni”, la quinta ricorda molto da vicino lo Steven Wilson solista (quello di “Insurgentes” in particolare) anche se tutte le tracce sono strumentali a parte i remix posti nel finale di track-list.

Un CD d’atmosfera così com’era nelle intenzioni dell’autore ma che rischia d’annoiare pesantemente…

 

Voto recensore
5
Etichetta: Kscope/Snapper

Anno: 2011

Tracklist:

01. Impression I

02. Impression II

03. Impression III

04. Impression IV

05. Impression V

06. Impression VI

07. Impression VII

08. Impression VIII

09. Gravestone Hill (remix)

10. Summerland (remix)

 


Sito Web: http://lunaticsoul.com/en/

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