Imperium Dekadenz – Recensione: Dis Manibvs

“Dis Manibvs”, ovvero “ai mani”, formula dedicatoria presente su molte iscrizioni sepolcrali romane, diffusa in particolare tra il II e il IV secolo dopo Cristo. Un titolo che rimanda inevitabilmente alla morte, al mesto augurio che un’entità benevola si prenda cura del defunto e lo accompagni durante il suo ultimo viaggio. Ed è proprio la morte la tematica su cui pare incentrato il quinto studio album degli Imperium Dekadenz, two-piece tedesco che incarna un concetto adulto ed evoluto di black metal.

La nuova prova della band, pur legata ancora alle sonorità del precedente “Meadows Of Nostalgia” di cui è la naturale continuazione, presenta un approccio ancora più maturo e caratteristico, toccato da derive avanguardiste e soluzioni personali che rendono l’ascolto uno dei migliori esiti di un gruppo forse ancora un po’ troppo sottovalutato e che speriamo possa raccogliere presto i frutti che realmente merita.

“Dis Manibvs” è un album che punta molto sull’impatto, su melodie curate nei minimi particolari perchè creino una grande intensità e coinvolgano da subito l’ascoltatore. I brani fanno propri dei passaggi epici carichi di fierezza e melodie malinconiche irrorate da parti di musica d’ambiente. Non vi è nulla di ostico o complesso all’ascolto perchè l’ottima tecnica esecutiva non esclude un forte riscontro emozionale. Il modus operandi degli Imperium Dekadenz è chiaro fin dal principio con “Only Fragments Of Light” che, introdotto dalle sonorità ambient di “In Todesbanden”, si propone come un cadenzato che non disdegna sporadiche accelerazioni in chiave old school black metal e nemmeno un intenso break dove il gruppo costruisce un passaggio sognante con i synth e parti di voce pulita.

Quanto basta per mantenere viva l’attenzione durante l’ascolto, grazie a melodie strutturate con una cura maniacale e che arrivano subito al dunque, capaci di rendere episodi come la titletrack, “Vae Victis” (con una parentesi percussiva che ne aumenta il flavour epico), “Volcano” e la maestosa “Pure Nocturnal Rome”, degli ottimi brani di genere, dove la sensazione di grandeur tessuta dagli strumenti è mitigata dal mood malinconico.

Un discorso a parte per la conclusiva “Seikilos”, brano verosimilmente ispirato all’Epitaffio di Sicilo, il più antico documento musicale a noi pervenuto per intero e risalente al secondo secolo avanti Cristo. Un pezzo che nella sua natura “ellenica” ricorda alcune cose dei Rotting Christ, introducendo elementi come il sitar e dei potenti cori baritonali. Il nostro plauso agli Imperium Dekadenz, che tornano con un album completo, una riuscita celebrazione del lato più epico e introspettivo del black metal.

Imperium Dekadenz - Dis Manibus

 

Voto recensore
7,5
Etichetta: Season Of Mist

Anno: 2016

Tracklist: 01. In Todesbanden 02. Only Fragments Of Light 03. Still I Rise 04. Dis Manibvs 05. Pantheon Spells 06. Vae Victis 07. Volcano 08. Somnia 09. Pure Nocturnal Rome 10. Seikilos
Sito Web: http://www.imperium-dekadenz.de/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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