Cryonic Temple – Recensione: Immortal

Tornano sulle scene i Cryonic Temple con il loro power metal melodico, nudo e crudo. “Immortal” è il quarto album della band svedese, che è in giro dal 1997, ma non è finora mai riuscita a sfondare davvero. E probabilmente nemmeno con questa ultima fatica riuscirà a compiere il grande salto, perché l’album che abbiamo tra le mani non possiede le song giuste per attirare il pubblico. Molto è però cambiato da “Chapter One”, prima fatica discografica dei nostri uscita per Underground Symphony nel 2002. Le tastiere sono state completamente eliminate ed il vocalist non è più Glen Metal (Johan Johansson), che pur con tutti i limiti di interpretazione, rendeva particolari le melodie dei Cryonic Temple. Rispetto al passato la band indurisce le chitarre e punta su canzoni dirette, prive di qualsiasi divagazione sinfonica e cori epici, in una versione più asciutta degli Iced Earth, verso i Tad Morose ed i Brainstorm. Leif Colin (guitars) e soci ci sanno fare con i propri strumenti, anche se la tecnica non è il punto di forza dei Cryonic Temple, ciò che manca è probabilmente l’appeal giusto ed il groove delle canzoni, che suonano troppo uguali tra loro. La title track, che apre le danze, ci fa comprendere dove vogliano andare a parare gli svedesi, ma il risultato non convince, anzi il tentativo di svolta verso la maturazione svanisce fin dal primo ascolto.

Voto recensore
5
Etichetta: Metal Heaven / Frontiers

Anno: 2008

Tracklist: 01. Immortal
02. Standing Tall
03. Where Sadness Never Rests
04. Beg Me
05. Freedom Calling
06. Fear Of The Rage
07. Time
08. Fight To Survive
09. Train Of Destruction
10. As I Sleep
11. Departure(instr.)

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