Imminence – Recensione: Turn The Light On

Se amate il metalcore, gli Imminence sono quello che fa per voi. “Turn The Light On” è già uno degli album più interessanti di questo 2019, ricco di nuove uscite tra cui “Amo” dei Bring Me The Horizon e SO WHAT? dei While She Sleeps. Il genere sta subendo dei cambiamenti e sta abbracciando nuove influenze, tra cui quelle provenienti dalla musica pop, e i nostri dimostrano di essere assolutamente al passo con i tempi. La band promette bene: “Turn The Light On” è un album fresco, dinamico e assolutamente piacevole.
Originari di Malmö e Trelleborg, gli Imminence nascono nel 2009 da un’idea del cantante e chitarrista Harald Barret. Dopo poco tempo viene ingaggiato il vocalist Eddie Berg , successivamente il chitarrista Alex Arnoldsson e il batterista Peter Hanström completano la formazione. Per quanto riguarda il basso, ci sono stati alcuni cambi, fino al 2018 quando Christian Höijer è diventato un membro ufficiale. Il primo EP “Born of Sirius” passa quasi inosservato, per questo motivo l’iniziale sound death metal melodico viene stemperato per accogliere nuove esperienze musicali e giungere ad un lavoro più completo come “Turn The Light On”. E’ stato proprio il singolo “The Sickness”, prodotto nel 2015 e contenuto nell’ultimo album, a permettere alla band di intraprendere vari tour in Europa e di allargare la loro fan base. A partire da “This is Goodbye” assistiamo ad una cesura a seguito della quale la band si è trovata di fronte ad alcuni dubbi sul loro futuro musicale. Nel 2017, però, Infectious prende vita e sia Harald che Eddie ricordano con emozione la genesi di questa traccia. E’ l’inizio di una nuova era, in cui lo stile della band si perfeziona e trova la sua vera identità. In “Turn The Light On” questa personalità emerge chiaramente, nonostante la lunga gestazione dell’album, durata quasi due anni.

Gli Imminence rifiutano di essere etichettati, infatti attingono a varie fonti di ispirazioni ed emozioni per la stesura dei loro testi. Ad esempio “Saturated Soul” è in contrasto con le precedenti tracce, ma è esattamente quello che la band cercava di esprimere nel momento in cui è stata scritta. Nonostante il metal sia spesso classificato come un genere che tratta temi superficiali e violenti, gli Imminence ci dimostrano che la musica è un potente veicolo di messaggi. Il titolo dell’album non è casuale: l’obiettivo è quello di incoraggiare le persone a far splendere la luce laddove c’è oscurità. Il filo conduttore che attraversa i vari brani è il conflitto interiore: la mancanza di autostima, la depressione e l’autolesionismo fanno da padrone, ma la musica si pone ancora una volta come la cura e la soluzione per affrontare questo malessere esistenziale. In particolare, per Eddie quest’album è la testimonianza della sua malattia mentale, dei periodi difficili che ha affrontato. La musica, però, è stata il mezzo attraverso cui è riuscito ad esorcizzare i suoi demoni e spera che ciò possa essere d’aiuto anche per gli ascoltatori. Non ci sono regole né filtri: le canzoni sono nate spontaneamente, per questo motivo la band stessa le definisce liberatorie.
L’artwork per cui hanno optato è sofisticato e composto da uno sfondo bianco e un mazzo di fiori incastonati in un simbolo. I motivi floreali sono particolarmente gettonati nel genere, basti pensare alla cover di “Lost Forever // Lost Together” degli Architects. Lo stile degli svedesi, quindi, attinge ai vari gruppi che dominano il panorama metalcore attuale, tra cui è doveroso citare anche The Amity Affliction e i Bury Tomorrow. Il sound che propongono è molto melodico, nonostante la presenza del growl alternato alle parti clean, la chitarra si fa sentire e Eddie Berg è in grado di padroneggiare entrambe le tecniche vocali. Le tredici tracce che compongono l’album presentano tutte ritornelli molto orecchiabili e cantabili, sulla linea di Pittsburgh di The Amity Affliction, giusto per citarne una. Alcuni brani, come ad esempio “Death of You” e la conclusiva “Love & Grace”, sono delle vere e proprie ballad. Non manca neppure la componente elettronica, già adottata da band come gli Asking Alexandria. Quasi metà dell’album era già stata rilasciata sotto forma di singolo. La scelta è azzeccata, perché sono tutti significativi ed esplicativi del loro stile, ma io avrei incluso anche la traccia d’apertura, cioè “Erase”. Al contrario, però, si ottiene una perdita di curiosità. In ogni caso, gli Imminence si stanno costruendo un nome e una fama e con “Turn The Light On” hanno lasciato il loro segno nella scena metalcore mondiale.

Etichetta: Arsing Empire

Anno: 2019

Tracklist: 01. Erase 02. Paralyzed 03. Room To Breathe 04. Saturated Soul 05. Infectious 06. The Sickness 07. Death Of You 08. Scars 09. Disconnected 10. Wake Me Up 11. Don’t Tell A Soul 12. Lighthouse 13. Love & Grace

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