Messenger – Recensione: Illusory Blues

“Illusory Blues” è l’interessante opera prima dei londinesi Messenger, una band giovane ma non composta da esordienti, poiché apprendiamo dal profilo Facebook del gruppo che ciascun membro ha maturato esperienza in acts dediti a numerosi universi musicali: rock, ambient, black metal, addirittura hardcore punk. Eppure i Messenger sono lontani da tutto questo e il loro è un progressive rock dal piglio psichedelico che affonda le sue radici nei Led Zeppelin, nei Pink Floyd, nei Genesis e soprattutto nei King Crimson.

A quanto pare “Illusory Blues” è poi entrato nelle corde di Krystoffer “Garm” Rygg degli Ulver che ha provveduto a una sempre utile spinta mediatica lodando le qualità di una band capace di amalgamare al meglio “i flauti del prog, i violini dello stile americano, una batteria hard rock e la sensibilità vocale del pop”. Definizione forse eccessiva, ma che in buona parte risponde al vero.

Dal nostro punto di vista la band non fa altro che rielaborare le proprie influenze e riproporre un sound vintage in un contesto moderno, senza dunque vantare pretese di inventiva, ma in maniera davvero eccellente. L’opener “The Return” parte con arpeggi chiaramente ispirati ai Led Zeppelin ed evolve in un hard rock crimsoniano basato su robuste chitarre e una prestazione vocale davvero sentita, mentre la successiva “Piscean Tide” poggia su velleità vicine al folk, con i suoi accenni di flauto, il violino dinamico ma elegante che tesse nell’insieme delle sensazioni atmosferiche.

Il climax arriva però nel crescendo di “The Perpetual Glow Of A Setting Sun”, dove le vocals si fanno ancora più coinvolgenti e gli strumenti si mischiano sul finale per arrivare a chiudere con un brusco accenno noise e ancora con “Somniloquist”, brano già pubblicato per ragioni pubblicitarie e rispetto agli altri più orecchiabile, ma niente affatto banale. Il pezzo è un delicato blues rock che si lascia sedurre dal alcune tentazioni brit pop, ma rimane saldamente legato allo stile seventies del gruppo, terminando con un possente finale elettrico memore di alcune cose degli Opeth più melodici.

Un esito convincente e di classe, ora attendiamo i Messenger con un nuovo lavoro da ricordare a lungo.

Voto recensore
7
Etichetta: Svart Records

Anno: 2014

Tracklist:

01.  The Return

02.  Piscean Tide

03.  Dear Departure

04.  The Perpetual Glow Of A Setting Sun

05.  Midnight

06.  Somniloquist

07.  Let The Light In


Sito Web: https://www.facebook.com/messengerbanduk

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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