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Steve Sylvester – Recensione: Il negromante del rock

Nessuno strano evento, nessuna aura di mistero o di sfortuna circonda la scrittura di questo libro, che è prima di tutto la storia di un ragazzo di una piccola, sonnolenta città degli anni ’70, e della sua trasformazione in un personaggio che ha fatto da pietra miliare all’heavy metal italiano, e probabilmente non solo. Narrata in prima persona, la storia dei primi anni di attività dei Death SS (arrivando alle prime uscite live e concludendosi con il trasferimento di Steve a Firenze) ci appare filtrata attraverso gli occhi di un Steve Sylvester che ha avuto come unica colpa quella di appassionarsi a tematiche inconsuete per un adolescente della sua epoca, a partire dai fumetti horror porno per passare allo studio del’occultismo,  in un periodo non certo facile della nostra storia recente, contrassegnato però anche da uno spirito di rinascita artistica e di nascita di nuovi movimenti culturali (è l’epoca delle radio libere, tanto per fare un esempio). I personaggi di contorno, le abitudini, i rituali, vengono raccontati in modo realistico e fedele, e anche se alcune pratiche possono, a seconda dei casi, far sorridere o far rabbrividire, la narrazione è fatta con gli occhi di chi non rinnega praticamente niente di ciò che ha portato alla nascita dei Death SS. Alcuni documenti eccezionali, in particolare una serie di foto dell’epoca e le interviste a chi ha condiviso con Steve Sylvester questa prima epoca ardente, rendono “Il negromante del rock” un acquisto obbligato per chi, indipendentemente dal proprio interesse verso la band in questione, ha a cuore non solo la musica ma anche quello che ne ha determinato la sua genesi. Una vera manna dal cielo per i nostalgici d.o.c., la lettura è comunque caldamente raccomandata a tutti.

Voto recensore
8
Etichetta: Crac Edizioni (a cura di Gianni della Cioppa)

Anno: 2012


Sito Web: http://www.stevesylvester.com/home/

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  1. Andrea

    Le interviste del libro sono di Andrew mcflower! 666

    Reply

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